L’uscita dalla cucina di MasterChef Italia, a un passo dalla finale, lascia ad Alessandro Segantini, 45 anni, sensazioni contrastanti. Il grembiule tolto con le mani tremanti, lo sguardo rivolto ai compagni e ai giudici, e quel momento indimenticabile con Antonino Cannavacciuolo: parole sincere che scaldano il cuore dell’odontoiatra più di qualsiasi giudizio tecnico. «Mi sono rivisto più volte – confessa –. Sentire da Cannavacciuolo un augurio così genuino, di vedermi un giorno su un palco della Guida Michelin, mi ha emozionato davvero. È stato un riconoscimento enorme, non per ambizione, ma perché viene da chi cucina con il cuore».










L’entusiasmo convive con la lucidità: la vita reale chiama, tra studio dentistico, famiglia e collaboratori. «Sarebbe bello – ammette – ma devo fare i conti con la realtà. Se si apriranno porte le valuterò, ma voglio fare le cose bene». La cucina, che per anni è stata svago e rifugio, resta un amore intenso. «È amore per gli altri e per me stesso – spiega –. Quando cucino mi immergo completamente, è un rifugio dove è bello isolarsi».


I ricordi più dolci tornano all’infanzia, a un finto uovo al tegamino preparato a sei anni per accogliere i genitori dopo un’emergenza. Tornato a casa dal set, ha subito messo le mani ai fornelli per la moglie, preparando un piatto scenografico che l’ha lasciata estasiata. Momenti semplici, ma pieni di emozione, che raccontano una passione vissuta con autenticità.


Dietro le quinte, il cameratismo con i compagni e la disciplina della cucina hanno segnato un percorso intenso. «Solo chi ha fatto il militare può capire: si creano legami forti in poco tempo». Ma il vero obiettivo di Alessandro resta chiaro: conservare l’indole che lo ha portato a MasterChef, senza chiudere porte e senza precludersi nulla. La cucina è stata un viaggio e, anche se il programma è finito, la sua storia con i fornelli è appena cominciata.




Ultimo aggiornamento: sabato 21 febbraio 2026, 08:30