di
Elena Meli
In cuffie e auricolari di diverse marche e modelli sono state rilevate quantità minime di sostanze che possono interferire con gli equilibri ormonali. Meglio non tenerle tutto il giorno sulle orecchie
Se si tiene il volume troppo alto possono far male all’udito, ma questa forse non è l’unica cautela da tener presente utilizzando le cuffie: dati raccolti dal progetto ToxFree LIFE for All, un consorzio di associazioni della società civile del centro Europa, indicano che il materiale delle cuffie che sta a contatto con le orecchie può contenere sostanze chimiche potenzialmente dannose.
Secondo gli autori non c’è un rischio immediato per la salute ma sarebbe raccomandabile limitarne l’impiego, specialmente in situazioni in cui calore e sudore potrebbero facilitare la migrazione dei composti verso la pelle e nelle persone più vulnerabili agli effetti dannosi dei composti chimici, come gli adolescenti.
Interferenti endocrini
I ricercatori hanno deciso di indagare i materiali delle cuffie perché sono un prodotto diventato di uso non più sporadico, ma quotidiano e ripetuto, per moltissime persone; hanno quindi acquistato 81 paia di cuffie, sia quelle grandi che si poggiano sull’orecchio, sia quelle con auricolari più piccoli, in negozi fisici e online.
In laboratorio hanno condotto test per un’ampia quantità di sostanze chimiche, trovando per esempio il bisfenolo A nel 98 per cento delle cuffie analizzate, comprese quelle di marche leader del mercato, e il bisfenolo S, spesso usato per sostituire il bisfenolo A, in tre quarti dei prodotti.
In entrambi i casi si tratta di composti utilizzati per indurire le plastiche che però fanno parte dell’ampia categoria degli interferenti endocrini, sostanze che possono alterare l’equilibrio endocrino simulando l’azione di ormoni come gli estrogeni; non a caso la Direttiva Europea 2011/8/Ue proibisce l’uso del bisfenolo A per la produzione di biberon in policarbonato, per proteggere i piccolissimi perché sono più esposti ma anche più suscettibili ai danni degli interferenti endocrini.
Tracce minime
Nelle cuffie sono stati trovati anche ftalati, che possono avere un effetto negativo sulla fertilità, paraffine clorurate e ritardanti di fiamma, anch’essi composti che possono interferire con gli equilibri ormonali.
In gran parte dei casi si tratta di quantità minime, ma, come specificano i ricercatori, «considerato il contatto prolungato con la pelle durante l’uso delle cuffie, l’esposizione cutanea può rappresentare una via d’ingresso per queste sostanze. L’uso quotidiano, soprattutto durante l’esercizio fisico quando calore e sudore potrebbero facilitarne il passaggio, può accelerare la migrazione di composti potenzialmente dannosi».
I ricercatori sottolineano che non c’è un rischio immediato per la salute, anche perché le “dosi” rilevate per ciascun composto sono piccole, ma non conosciamo i rischi a lungo termine dell’effetto “cocktail”, ovvero di un’esposizione a tante sostanze tutti i giorni, pure se in minima quantità: gli interferenti endocrini si trovano infatti un un gran numero di prodotti di largo consumo, per questo può essere un’opportuna cautela in più anche non passare tutto il giorno con le cuffie alle orecchie.
21 febbraio 2026
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