La squadra dell’hockey Usa si è qualificata alla semifinale battendo la Svezia. A Linate mercoledì un aereo con la livrea presidenziale americana, ma non era l’Air Force On
Quell’azzurro che «macchia» la carlinga bianca è quella giusta. Non combaciano le dimensioni, però. Perché l’aereo con la livrea presidenziale americana che ieri rullava sulla pista di Linate è una versione mignon rispetto al gigante del cielo che dovrebbe (eventualmente) far sbarcare Trump a Milano (in questo articolo gli aggiornamenti dopo la vittoria Usa alla semifinale di hockey). Falso allarme: per vedere The Donald sugli spalti dell’Arena di Santa Giulia bisognerà ancora aspettare. La presenza di quel «piccolo» 737, almeno rispetto alla taglia «XL» dell’Air Force One, non c’entra nulla con la possibile visita del tycoon a stelle e strisce.
L’aereo è atterrato in città martedì (sembra per accompagnare qualche congressista da queste parti), e ieri è ripartito. Nonostante le dimensioni formato maxi, domenica, il Jumbo presidenziale potrebbe atterrare proprio al city airport milanese (o magari, per agevolare le operazioni, sceglierà un velivolo più piccolo della «sua» flotta, ad esempio proprio il 737), e parcheggiarsi sul lato militare. Una scelta parecchio caldeggiata dalle autorità italiane per ridurre i movimenti (e i disagi per la città) della carovana blindata che porterebbe Trump all’Ice hockey arena. Intanto, nella Milano olimpica si osserva con attenzione il percorso sul ghiaccio del team Usa.
Le star americane della Nhl, mercoledì, hanno strappato all’ultimo respiro l’accesso alla semifinale. Superate le resistenze svedesi all’overtime, oggi se la vedranno con la Slovacchia, ultimo ostacolo prima della finale. Che sarà ancor più suggestiva se le previsioni della vigilia saranno rispettate, con l’oro conteso lungo il 49esimo parallelo, tra i «Maga» statunitensi e i vicini canadesi. A quel match, o comunque alla finale, Trump vuole esserci. Sempre che i fratelli Tkachuk, Brady e Matthew, riescano a trascinare la squadra a stelle e strisce fino all’ultimo atto. Di sicuro, la visita di Trump, se dovesse concretizzarsi, sarà chirurgica. A Milano non si fermerà a dormire. Nessun albergo è stato allertato. Dopo la partita, il presidente Usa dovrebbe invece far tappa (sempre rapida) a Verona, per la cerimonia di chiusura dei Giochi 2026.
20 febbraio 2026 ( modifica il 21 febbraio 2026 | 08:41)
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