di
Leonard Berberi
Mosca chiede le liste dei passeggeri a bordo degli aerei. Bruxelles: «Spetta agli Stati membri decidere se emettere avvisi per i propri cittadini sui rischi legati al sorvolo della Russia»
La richiesta della Russia di avere i nomi dei passeggeri sui collegamenti aerei tra Europa e Asia che sorvolano il suo territorio (senza fermarsi) desta più di qualche preoccupazione tra i funzionari occidentali. Il timore è che profili «sensibili», come diplomatici, scienziati e personalità pubbliche del Vecchio Continente — in viaggio anche per questioni personali — finiscano per diventare target facili di Mosca e vengano fermati dopo un dirottamento dell’aereo nella Federazione con un falso pretesto. È quanto spiegano al Corriere due fonti comunitarie a conoscenza delle discussioni tra i Paesi.
L’invasione dell’Ucraina
Le preoccupazioni corrono sottotraccia da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022. Da allora i vettori europei non possono sorvolare lo spazio aereo russo — così come quelli russi non possono volare nell’Ue —, ma le compagnie cinesi proseguono senza alcuna variazione di rotta e quindi passano sopra la Siberia, poi Mosca, entrano in Europa e viceversa. Dal 2024 le compagnie asiatiche che sorvolano la Russia hanno un vantaggio competitivo su quelle europee, che devono volare due o tre ore in più per aggirare la Federazione.
Il precedente del 2021
Un vantaggio che si è trasformato in una riduzione di prezzo, anche significativa, dei biglietti aerei. Questo sta portando migliaia di europei a prenotare con i vettori cinesi. Ma ciò, secondo i funzionari occidentali, aumenta il rischio di incidenti simili — se non identici — a quello del volo Ryanair del 23 maggio 2021. Partito da Atene e diretto a Vilnius, il velivolo trasportava Roman Protasevich, giornalista e attivista bielorusso dell’opposizione, molto attivo nelle proteste contro il regime di Aleksandr Lukašenko nel 2020.
L’arresto degli oppositori
Mentre l’aereo si trovava ancora nello spazio aereo bielorusso (ormai vicino al confine lituano), la torre di controllo comunicò una falsa minaccia di bomba a bordo, ordinando l’atterraggio immediato all’aeroporto di Minsk e inviando un caccia per scortare e costringere il velivolo a deviare. Una volta atterrato, la polizia bielorussa perquisì l’aereo e arrestò Protasevich e la sua compagna russa. A bordo non c’era alcun esplosivo: era un pretesto per catturare i due oppositori.

Cosa chiede Mosca
Per sorvolare la Russia, le compagnie aeree sono obbligate a fornire in anticipo a Mosca la lista dei passeggeri a bordo dei propri voli per «prevenzione, identificazione e reazione a minacce alla sicurezza». Nella versione più aggiornata del documento del ministero dei Trasporti della Federazione si legge che vanno trasmessi cognome e nome, documento d’identità e numero, data di nascita, sesso e cittadinanza, informazioni sul volo (compagnia, numero, aeroporto di partenza e di arrivo) e il codice di prenotazione del viaggio. Informazioni da trasmettere tre volte: entro 24 ore prima della partenza, entro 15 minuti dalla chiusura del check-in ed entro 40 minuti dopo la partenza.
I timori
Non c’è, al momento, un allarme specifico, precisano le fonti. Ma negli ultimi tempi, e con un’amministrazione statunitense vista come più «morbida» nei confronti di Mosca, a Bruxelles si teme che i voli delle compagnie asiatiche che sorvolano la Russia — con a bordo passeggeri occidentali «delicati» — possano essere dirottati dalla Federazione con un falso pretesto. A quel punto, gli occidentali fermati potrebbero diventare una preziosa arma di scambio con l’Europa per ottenere la liberazione di spie arrestate o lo sblocco dei beni confiscati ai magnati.
Oltre 100 voli al giorno
Secondo i numeri raccolti dalle piattaforme specializzate, quest’anno le compagnie cinesi tra Cina ed Europa opereranno una media di 112 voli al giorno, trasportando oltre 28 mila persone. Tra i possibili target, i funzionari occidentali inseriscono anche i rappresentanti del Parlamento europeo e della Commissione. «Nel caso di destinazioni ad alto rischio, i membri del personale ricevono automaticamente consigli di viaggio a seguito della firma dell’ordine di missione nel Sistema di elaborazione delle missioni (MiPS), che li informano delle restrizioni di sicurezza nei Paesi a cui sono assegnati», spiega al Corriere una portavoce della Commissione europea.
La posizione della Commissione Ue
Ma, chiarisce la portavoce, «non esiste una base giuridica per consigliare il personale della Commissione in merito ai loro viaggi per motivi di svago o personali». Bruxelles ritiene consigliabile che figure di rilievo, non solo politiche, evitino il sorvolo della Russia? «Spetta agli Stati membri dell’Ue decidere se emettere avvisi di viaggio per i propri cittadini sui rischi legati al sorvolo della Russia», sottolinea. E precisa che, a differenza di Mosca, la normativa Ue non richiede alle compagnie aeree di fornire informazioni sui passeggeri «a meno che il volo non parta o atterri nel territorio di uno Stato membro dell’Unione».
21 febbraio 2026 ( modifica il 21 febbraio 2026 | 07:11)
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