Mathias Norsgaard riaccende il dibattito sull’introduzione dei localizzatori GPS per i corridori durante le gare. Negli scorsi mesi, a seguito anche del tragico decesso di Muriel Furrer durante i Mondiali di Zurigo 2024, l’Unione Ciclistica Internazionale aveva annunciato dei test sui segnalatori di posizione che sono poi culminati con l’utilizzo di tali dispositivi in tutte le prove dei Mondiali di Kigali 2025, ma da allora non sono stati fatti ulteriori passi in avanti per l’installazione in pianta stabile di un sistema di localizzazione sui corridori che possa migliorare la loro sicurezza in corsa. Nelle ultime ore, però, l’argomento è tornato alla ribalta a seguito di un preoccupante episodio raccontato dal danese della Lidl-Trek nel corso del podcast Forhjulslir.
Norsgaard ha riferito che, nel corso della prima tappa del recente Tour de la Provence, nessuno si era inizialmente accorto della “scomparsa” del compagno di squadra e connazionale Søren Kragh Andersen, caduto in discesa a causa dell’asfalto bagnato e finito fuori strada mentre stava cercando di attaccare: “Anche se la strada fosse stata asciutta, non avrei osato andare così veloce come lui. È sceso a una velocità pazzesca”, ha dichiarato il 28enne, che ha aggiunto che nel giro di tre curve Kragh Andersen aveva già “mezzo minuto” di vantaggio.
In seguito, però, non si è saputo più nulla e il danese ha inizialmente pensato l’attacco del connazionale stesse proseguendo e che avesse raggiunto i corridori in fuga: “È passata un’ora e mezza prima che scoprissimo che era caduto“, ha ammesso Norsgaard, che ha aggiunto che la moto al seguito di Kragh Andersen non si è fermata dopo la sua caduta: “Ha solo aspettato il gruppo. Era completamente indifferente“. Il 28enne ritiene che, per questo, il motociclista “dovrebbe essere sanzionato” in modo severo e “non dovrebbe mai più essere coinvolto in gare ciclistiche”.
Norsgaard ha poi raccontato che, dopo che la moto non si è fermata e che anche il gruppo era già passato, Kragh Andersen si è reso conto che nessuno sarebbe venuto in suo aiuto. Fortunatamente, però, il corridore è riuscito a risalire dal dirupo e a farsi vedere dal direttore sportivo della Lidl-Trek, Sebastian Andersen, che ha notato “una mano rossa che si agitava dietro il guard rail” e si è quindi fermato per soccorrere il danese, che nell’incidente non ha riportato gravi conseguenze.
Cosa sarebbe successo, però, se Kragh Andersen avesse perso conoscenza o non fosse stato in grado di comunicare la propria caduta? Norsgaard chiede quindi che l’UCI renda obbligatorio l’uso di dispositivi di localizzazione GPS nelle gare, in modo che i corridori possano essere individuati immediatamente se smettono di muoversi, anche perché il danese ha aggiunto che anche Mads Pedersen non era stato immediatamente trovato dopo la sua caduta alla Volta Comunitat Valenciana: “Dopo l’inizio di questa stagione sono convinto al 100% che dovrebbe essere introdotto il più rapidamente possibile“.
