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Il talento cristallino di Giordano Bortolani sta finalmente illuminando il parquet di Cantù. Dopo la prestazione monstre da 24 punti contro Trento, l’esterno cresciuto nel vivaio dell’Olimpia Milano si è confessato in un’intervista al Giornale di Cantù, tracciando la rotta per il prosieguo della stagione dell’Acqua S.Bernardo.
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Non è solo una questione di numeri, ma di leadership e consapevolezza in un campionato di Serie A che non concede sconti.
Una vittoria scacciacrisi prima della sosta
La vittoria contro Trento non è stata una serata come le altre. Per Bortolani, si è trattato della migliore prestazione corale della stagione. «Abbiamo controllato la gara, siamo stati bravi a non farci riprendere», ha dichiarato il giocatore, sottolineando come il successo interno sia arrivato nel momento perfetto, proprio prima della sosta per la Nazionale.
Un risultato che permette a Cantù di respirare e di affrontare le prossime tre settimane con una fiducia rinnovata, evitando che lo stop diventasse un terreno fertile per i rimpianti.
Difesa e disciplina: la ricetta di coach De Raffaele
Il cambio in panchina ha portato una ventata di rigore metodologico. Il passaggio da Brienza a Walter De Raffaele ha imposto ai biancoblu un innalzamento dell’asticella, specialmente sul piano della concentrazione.
«De Raffaele ha un modo di allenare attento ai dettagli, non lascia passare nulla», spiega Bortolani. Sebbene l’attacco sia apparso più fluido e disciplinato, il focus resta la metà campo difensiva, dove persistono ancora errori definiti “elementari” che la squadra deve limare per blindare la salvezza.
L’arma del tiro da fuori e l’ispirazione Napier
Interrogato sulle sue doti da realizzatore, Bortolani non ha dubbi: nel basket moderno, la minaccia del tiro da lontano è il grimaldello per scardinare ogni sistema. «Quando sai tirare da fuori, il campo si allarga per tutti».
Nel suo bagaglio tecnico c’è molto del lavoro fatto negli anni milanesi, dove ha potuto osservare da vicino leggende del gioco. Tra tutti, spicca il nome di Shabazz Napier, indicato come il compagno che più lo ha aiutato, non solo tecnicamente ma anche nel legame umano fuori dal campo.
Il fattore Cantù e il sogno Nazionale
L’accoglienza del PalaFitLine (o dei palazzetti brianzoli) non ha sorpreso l’esterno: la fama della tifoseria canturina è nota in tutta Italia. Tuttavia, Bortolani resta con i piedi per terra. Nonostante l’entusiasmo, l’obiettivo stagionale rimane la permanenza in Serie A, un traguardo da raggiungere con la massima sicurezza possibile.
Ora, per il classe 2000, si aprono le porte della Nazionale. Rappresentare l’Italia resta l’emozione più forte, un palcoscenico che corona un percorso di crescita che, a Cantù, ha trovato l’ambiente ideale per l’esplosione definitiva.
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