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Daniele Sparisci
L’azzurro ha vinto la medaglia d’argento nello ski cross dietro all’altro italiano, Deromedis. In gara ha voluto omaggiare la sciatrice sua fidanzata morta il 28 ottobre 2024 dopo una caduta durante un allenamento in Val Senales
Si abbracciano felici nella neve sotto il cielo di Livigno. Doppietta nello skicross, un’emozione oltre ogni aspettativa in una delle ultime gare dove avevamo possibilità di medaglia. Simone Deromedis oro, acrobazie che rivedremo per chissà quanto. Insieme a Federico Tomasoni, argento, una medaglia con il pensiero a Matilde Lorenzi, scomparsa per un incidente in allenamento nell’ottobre del 2024.
Le medaglie azzurre a Milano Cortina sono ora 29, con 10 ori
Nella bufera fra salti, «pieghe», dossi e cunette Deromedis plana sulla storia. Venticinque anni, originario di Predaia, Val di Non, dove il papà coltiva mele, ha regalato all’Italia una medaglia nello ski cross, una disciplina spettacolare dove i duelli sono ravvicinatissimi. Era partito a rilento nelle manche iniziali, si è acceso di colpo nelle fasi che contavano dimostrando di avere un istinto implacabile quando c’è da portare a casa qualcosa. Sette successi e 19 podi in Coppa del Mondo: l’anno scorso si era piazzato secondo nella classifica generale, anche lui come Jole Galli aveva cominciato con lo sci alpino.
«Mi piacevano le discipline veloci — ha raccontato —, al trofeo Topolino di Folgaria ho provato lo ski cross e mi sono innamorato». Nel 2023 Deromedis aveva vinto un titolo mondiale (il primo per l’Italia), è innamorato dei motori. Gli piacciono i go-kart e spesso corre (sugli sci) con un casco dedicato ad Ayrton Senna; stavolta a Livigno ne ha sfoggiato uno con i colori della Martini Racing che hanno reso celebre la Lancia nei rally. Serviva una sensibilità straordinaria per affrontare le curve ghiacciate, Deromedis è un pilota nato. «Vincere la medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, vincerla a casa, col tuo pubblico che i dà una spinta in più perché quando le gambe non ti aiutano più devi andare di testa, è il massimo. Non so come descriverlo, oggi si sono allineati tutti gli astri».
Tomasoni e il casco in ricordo della fidanzata Matilde Lorenzi
L’Olimpiade sa regalare storie meravigliose, come quella di Tomasoni. Non era uno dei favoriti per questa gara olimpica di ski cross ma con una forza straordinaria è arrivato fino in finale duellando con Simone Deromedis, fra i due anche qualche brivido in semifinale. Perché in questa disciplina i contatti sono frequenti. Tomasoni sul casco porta il ricordo della fidanzata Maltide Lorenzi, il simbolo scelto dalla famiglia Lorenzi per ricordare la figlia. «Sarai per sempre il mio sole» aveva scritto lui sui social. Una tragedia, quella di Lorenzi, che aveva scosso il mondo dello sci e non solo. «C’è stato un momento in cui ho pensato di lasciare tutto, volevo smettere di sciare e lasciare- aveva raccontato- Poi piano piano lo sport e le gare mi facevano sentire meglio». Stavano insieme dai sei mesi poi «quel maledetto giorno». Federico in qualche modo è riuscito a ripartire. Si tuffa nella neve, si rotola e quasi non ci crede. Abbraccia Simone Deromedis, dopo l’argento al fotofinish. «È stato emozionante immaginare questo
momento realizzarsi. Le favole esistono» dice commosso al momento della premiazione.
21 febbraio 2026 ( modifica il 21 febbraio 2026 | 15:09)
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