Assisi, 21 febbraio 2026 – La macchina organizzativa è stata messa a punto. Per un mese Assisi e l’Umbria diverranno il centro della cristianità. E’ iniziata l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco. Il Santo d’Italia è al centro dell’attenzione per l’esposizione del corpo a ottocento anni dalla morte. Assisi vive un momento intenso, di profonda emozione e fede. L’esposizione farà divenire il centro umbro meta di pellegrini da tutto il mondo, che pregheranno di fronte alle spoglie mortali. Un programma intenso quello di Assisi in questo mese. Il corpo del santo patrono d’Italia è stato spostato, questa mattina, dalla sua tomba, situata nella cripta, e ora è eposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore.
All’ostensione sono legati una serie di appuntamenti e visite guidate per riscoprire la vita del Santo degli ultimi, la cui figura segna in maniera netta la cristianità.
Nella mattina si sabato l’estumulazione
“Ritroviamo la presenza di Francesco ancora più vicino a noi”: così, a margine della conferenza stampa, fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, commenta l’avvio della prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie di San Francesco d’Assisi nella Basilica Papale di San Francesco. “Non è che dalla tomba di Francesco non si irradi continuamente la sua presenza – spiega – però è nella prassi della vita cristiana cercare di entrare in contatto più diretto con i corpi dei santi. La fede cristiana è una fede corporea: il Signore Gesù si è incarnato e la carne fa parte della nostra vita”. Il messaggio, sottolinea, è quello di “una vita completamente donata, Francesco ha vissuto perdendo la propria vita e secondo la proposta evangelica solo chi perde la propria vita la ritroverà”.
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Fra Moroni parla di “emozione altissima”: “In questi giorni sto volando, sono contentissimo. Anche i frati sono molto in fiducia”. Questa mattina, durante l’estumulazione, “abbiamo ritrovato Francesco”. Il Custode ha aperto l’urna del 1800 con due chiavi, “S” e “F” – che stanno a simboleggiare il nome del Poverello – e racconta la sorpresa nel vedere sul fondo “una sorta di cuscino imbottito, in metallo dorato, quasi a dire: Francesco riposa lì”. “Puntiamo all’essenziale – aggiunge il religioso – la testimonianza del Vangelo”. “Poi, San Francesco, sarà patrono dell’ecologia, uomo di pace, patrono d’Italia, ma soprattutto è un uomo di Vangelo che ci parla di Gesù”, conclude il custode.

La tomba di San Francesco ad Assisi. Per l’ostensione delle spoglie sono attese 5mila persone
Dove sono le spoglie
Dalla giornata di sabato inizia l’ostensione del corpo nella Basilica papale di Assisi. Alle 16 è prevista la celebrazione della traslazione e dei vespri nella chiesa inferiore, presieduta dal cardinale Ángel Fernandez Artime. Dal pomeriggio sarà possibile sostare in preghiera davanti alle spoglie del Santo, riscoprendone il messaggio di amicizia, dono di sé e speranza.
Il programma di domenica 22 febbraio
Domenica 22 febbraio, alle 11, la celebrazione eucaristica. L’ostensione proseguirà fino al 22 marzo, con un calendario di appuntamenti liturgici e culturali. Celebrazione conclusiva il 22 marzo alle 17.00 nella chiesa superiore, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana.
Attesi 500mila pellegrini
“Abbiamo prenotazioni di pellegrini da ogni parte del mondo, ovviamente con una predominanza italiana”, ha detto frate Moroni. Attese 500mila persone in un mese. “Ci raccomandiamo la prenotazione, che naturalmente è gratuita”, ha aggiunto, da effettuare attraverso il sito internet sanfrancescovive.org Per assistere i pellegrini durante il mese dell’ostensione, si alterneranno 416 volontari (il 63% sono donne), che hanno un’età tra i 16 e gli 80 anni. “Per la città di Assisi e la nostra comunità francescana sarà una prova immensa e ci siamo organizzati al meglio per superarla”, ha detto frate Moroni. Le ossa di San Francesco sono deposte per l’ostensione in una teca di vetro antisfondamento e antiproiettile. “Si potrà sostare davanti alle spoglie mortali di Francesco per pochissimo tempo. Nell’attesa di arrivare a questa esperienza profonda, ci sarà una preparazione spirituale all’interno della Basilica”.
