di
Paola De Carolis

Il Parlamento britannico deciderà sull’ex principe travolto dal caso Epstein. Che intanto arruola avvocati

Londra – Dietro i cancelli di Buckingham Palace, protetti da due poliziotti a cavallo, la vita sembra continuare indisturbata. Il cambio della guardia, la marcia della banda si svolgono seguendo regole centenarie. La principessa Anna si è recata a Sheffield come se si trattasse di un giorno normale, sfoderando la sua celebre flemma di fronte alle contestazioni. Non c’è dubbio, però, che per la famiglia reale l’arresto di Andrea e le inchieste su un suo possibile abuso di ufficio, così come i suoi legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, rappresentino un terremoto.

Ottavo in coda

Il Parlamento — che tradizionalmente non si occupa dei reali e non fa domande scomode su di loro — si appresta ad affrontare la questione della linea di successione al trono, dibattendo quindi anche il tema delle finanze di Andrea e dei Windsor in generale, mentre Scotland Yard allarga le inchieste. Gli inquirenti stanno contattando gli addetti alla sicurezza dell’ex principe, presenti e passati, per chiedere se negli anni hanno assistito o sentito parlare di comportamenti inappropriati che potrebbero rientrare nelle indagini. La polizia sta anche appurando se, si legge nel comunicato, «gli aeroporti di Londra sono stati utilizzati per facilitare la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale». È uno scandalo le cui dimensioni sono in continuo cambiamento.




















































Il viavai di agenti al Castello

Al Royal Lodge, la residenza di Windsor dove Andrea ha abitato per 22 anni con la famiglia, le perquisizioni della polizia continueranno sino a lunedì. L’immagine delle tende degli inquirenti, le auto scure e il viavai di agenti nei pressi del castello arrivano al cuore della monarchia e, soprattutto, dei sudditi, ieri presenti in gran numero anche di fronte a Buckingham Palace: curiosi, turisti e tanta gente indignata. Il rispetto e l’affetto del Paese per i suoi reali hanno un limite: all’82%, stando a un sondaggio di YouGov, il Regno Unito chiede che ad Andrea sia assegnata una nuova ignominia, la rimozione dalla linea di successione al trono.

Legge ad hoc

È una mossa per la quale serve una legge ad hoc del parlamento, poi da ratificare da ogni Paese del Commonwealth dove Carlo è re. Il premier Keir Starmer aveva in passato sottolineato di non credere che fosse un buon uso delle risorse di Westminster, ma l’umore è cambiato.
Per Ed Davey, a capo dei liberal democratici, «la cosa più importante ora è che la polizia possa fare il suo lavoro senza timori o interferenze ma chiaramente quello della successione è un tema che il parlamento dovrà prendere in considerazione, la stessa monarchia vorrà assicurarsi che Andrea non possa mai diventare re». Per la laburista Rachel Maskell sembra essenziale che l’ex principe, al momento ottavo in linea al trono, venga escluso: «Sono contenta che re Carlo si sia detto pronto a collaborare, spero che aiuterà anche il parlamento a passare questa legge». Per il conservatore Andrew Bowie rimuovere Mountbatten-Windsor dall’ordine gerarchico «sarebbe la cosa decente da fare nel caso fosse trovato colpevole». L’ultimo precedente risale al 1936, quando Edoardo VIII venne tolto dalla linea di successione in seguito all’abdicazione. Fonti di Buckingham Palace al Guardian hanno riferito che re Carlo III non si opporrebbe alla rimozione dalla linea di successione del fratello Andrea. 

Chiuso nel cottage

Dopo il lungo interrogatorio nel giorno del suo 66esimo compleanno e la foto che lo ritraeva nascosto, come un comune criminale, sui sedili posteriori di un’auto, Andrea ieri è rimasto chiuso nel cottage di Wood Farm, a Sandringham. Tra le priorità, quella di mettere insieme la squadra legale alla quale sarà affidata la sua difesa, se sarà incriminato. Si apprende che il fratello di Carlo è seguito da vari avvocati, tra cui Gary Bloxsome e Jennifer Richardson dello studio Blackfords e Clare Montgomery della Matrix Chambers, fondato da Cherie Blair, moglie dell’ex primo ministro Tony. Bloxsome aveva gestito nel 2020 la richiesta di collaborazione degli inquirenti statunitensi sul caso Epstein, replicando che Andrea si sarebbe prestato solo dopo aver ricevuto alcune garanzie, tra cui la confidenzialità.

21 febbraio 2026