
voto
7.0
- Band:
MEK NA VER - Durata: 00:39:24
- Disponibile dal: 27/02/2026
- Etichetta:
- Masked Dead Records
Streaming non ancora disponibile
Secondo lavoro per i laziali Mek Na Ver, che fanno uscire per la label bresciana Masked Dead Records l’album “Noctivaga”, a sedici anni di distanza dal debutto “Heresy”. La proposta si rifà a un black metal estremamente atmosferico e di stampo sinfonico, un prodotto incentrato più sulla melodia e sulla ricerca del pathos a tutti i costi che sulla violenza sonora, anche se c’è da dire che non manca un pizzico di aggressività in chiave anni Novanta.
I componenti sono tutti nomi più o meno noti all’interno della scena nazionale, con apparizioni in svariati progetti underground, tra i quali emergono per forza di cose gli Aborym per il chitarrista Thomas Aurizzi e gli Opera IX per la bassista/cantante Moerke, meglio nota come Dipsas Dianaria, e il tastierista Emanuele Telli.
I principali punti di riferimento sono proprio gli Opera IX e, per ammissione della stessa band, gli scozzesi Saor, anche se, a differenza di questi ultimi, i Mek Na Ver non utilizzano strumenti folk come flauti, violini o cornamuse.
Per quanto riguarda le liriche, siamo pienamente in linea con gli Opera IX, con testi incentrati su esoterismo, stregoneria, credenze e rituali pagani, il tutto rigorosamente sorretto da un’impalcatura legata alle tradizioni nostrane, grazie al competente utilizzo delle lingue italiana e latina, entrambe in netta prevalenza rispetto all’inglese.
A livello musicale, lo stile dei Mek Na Ver è una continua alternanza di parti black metal con cantato in screaming e cupi rallentamenti in growling (vedi “Strix – Elegia Lunae”), a momenti più tendenti alla solennità orchestrale con inserti di tastiere e interludi acustici, impreziositi da linee vocali pulite che strizzano l’occhio al doom e al gothic, come nella parte centrale di “Ascensio Astrae (tra le Stelle)” e “Strige – Altar of Unspoken Vows”.
Quando si spinge moderatamente sull’acceleratore, l’impatto c’è e si sente, anche se non vengono mai raggiunte velocità estreme, per quanto riguarda il blastbeat tradizionale a pedale singolo che segue le cascate di riff in tremolo, mentre le sezioni di doppia cassa risultano molto più incisive e coinvolgenti, soprattutto nei passaggi in cui si intrecciano con le melodie degli altri strumenti come, per esempio, in “Strigae – Canticum Nihilitatis (il Canto del Nulla)” e “Strigoi – In Nihilum”.
L’uso delle parti di tastiera ricorda a tratti i vecchi Cradle of Filth e i Dimmu Borgir, in modo particolare quando va dietro alle parti più veloci, come in “Sabbat – Vespera Ultima”, che può essere indicata come canzone manifesto della proposta dei Mek Na Ver.
Merita una menzione d’onore la spettacolare copertina disegnata da Dipsas Dianaria, con il simbolismo mistico dell’ambientazione innevata e del rapace notturno, due icone tipiche dell’immaginario black metal del nord (vedi Goatmoon).
In definitiva, “Noctivaga” è un disco in grado di coniugare il lato selvaggio e glaciale del black metal scandinavo degli anni Novanta alla teatralità tipica della scuola sinfonica e alle tonalità cupe del doom e del gothic; un viaggio nell’oscurità e nello spiritualismo delle profondità occulte e delle energie legate ai ritmi della natura, in pieno contrasto alle religioni tradizionali.
Un album che funziona, ma che non riesce a fare il balzo necessario verso l’eccellenza per poca personalità e per un’eccessiva somiglianza con i cugini Opera IX; infatti, rischia spesso di passare come una copia di questi ultimi.
È innegabile che i Mek Na Ver sappiano il fatto loro con gli strumenti e a livello compositivo, ma ciò che forse manca per alzare ulteriormente l’asticella è una maggiore originalità che andrebbe magari approfondita dal punto di vista folk, perché, se è impeccabile l’influsso esoterico/popolare nei testi e nel concept, l’aggiunta, per esempio, di strumenti tradizionali a fiato, a corde e ad arco, oltre alle tastiere, sarebbe sicuramente un plus nell’economia dei pezzi per dare una maggiore spinta a livello emozionale ed epico.