Arriverà in sala il 26 febbraio, distribuito da Fandango, Tienimi Presente del giovane regista Alberto Palmiero che fa tappa a Casa Cinema di Napoli per presentare il film che si è già fatto notare alla Festa del Cinema di Roma, dove ha ottenuto il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, raccogliendo apprezzamenti critici per il tono ironico con cui affronta un passaggio esistenziale delicato.

Il film segna l’esordio nel lungometraggio di Alberto Palmiero, che lo dirige e lo interpreta. È prodotto da Kavac Film in collaborazione con Rai Cinema, con Simone Gattoni, Marco Bellocchio e Gianluca Arcopinto tra i produttori.

Con ironia la precarietà dei trentenni

La sceneggiatura nasce nei suoi luoghi dell’infanzia, durante un periodo che il regista definisce psicologicamente complesso.

La storia, infatti, ha forti spunti autobiografici: un giovane regista deluso dal mondo del cinema torna a vivere con i genitori in Campania, convinto di voler abbandonare tutto. In realtà, è proprio in quel momento di resa apparente che prende forma il bisogno di raccontarsi. Palmiero, campano, laureato in Informatica prima di frequentare il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, rielabora episodi realmente accaduti trasformandoli in materia narrativa.

Gran parte del cast è composto da non attori professionisti: per dare coerenza a questo racconto personale, Palmiero ha coinvolto amici e genitori, mettendo in scena relazioni vere, con una troupe ridotta al minimo (spesso solo il regista e l’aiutoregista), per preservare un clima intimo. Una scelta che restituisce naturalezza ai dialoghi e alleggerisce temi come il senso di fallimento, la precarietà e la percezione di essere “in ritardo” rispetto alle aspettative. I personaggi inciampano, si interrogano, ma non rinunciano a rimettersi in gioco.

In foto il regista campano Alberto Palmiero miglior opera prima alla Festa del Cinema di Roma con Tienimi presente prodotto da Marco Bellocchio

La scommessa di Marco Bellocchio e il set di Portobello

Dietro il percorso produttivo c’è un passaggio decisivo: la Scuola di Cinema di Bobbio fondata da Marco Bellocchio. Palmiero viene selezionato nel 2024 dopo una lettera che colpisce per la sua schiettezza: formazione al Centro Sperimentale, poi il lavoro come magazziniere ad Aversa. Un talento che rischiava di restare in sospeso.

Durante il corso a Bobbio, mentre Bellocchio dirigeva, Palmiero osservava da una posizione defilata, alle spalle del fonico. Non per distrazione, ma per studiare il suono del suo primo lungometraggio, già in fase avanzata. I materiali convincono subito. Da lì nasce una collaborazione che porta Bellocchio a sostenere il progetto non solo come produttore, ma anche con un cameo nel film.

Non solo. Palmiero ha potuto girare alcune scene sul set di Portobello, la miniserie diretta da Bellocchio con Fabrizio Gifuni, disponibile da ieri su HBO Max Italia. Un intreccio tra apprendistato e produzione che segna un passaggio importante per un esordiente.

“Tienimi presente” racconta così una crisi personale che diventa specchio generazionale. Lo fa senza compiacimento, alternando momenti di smarrimento a una leggerezza che, secondo la critica, è uno dei punti di forza dell’opera. Dopo la visione, più che la sensazione di una resa, resta quella di un tentativo di ripartenza.