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Il Festival di Sanremo per Ema Stokholma (vero nome Morwenn Moguerou) comincia prima, inizia ora. Insieme a Carolina Rey e Manola Moslehi conduce su Rai 1 il PrimaFestival. Per lei è un ritorno (l’aveva condotto nel 2020 con Gigi e Ross con Amadeus), è, dice a La Repubblica «la parte più divertente e importante del lavoro, è tutta diretta e improvvisazione. Il Festival non lo conoscevo proprio. Vorrei poter dire che ero snob, ma non sapevo cosa fosse. L’ho scoperto nel 2016, grazie a Andrea Delogu». Poi aggiunge: «È la prima persona a cui dico tutto, non avendo una famiglia».


APPROFONDIMENTI

A La Rep parla di Andrea come della sua salvatrice: «A volte non mi sento all’altezza di un’amicizia così importante e profonda. (…) Mi ha aperto le porte.

Non sono stata fortunata in altre situazioni, Andrea ha cambiato la mia vita. Mi ha dato tante possibilità quando, forse, neanche io mi sarei data un’opportunità».

Ema ha raccontato la sua storia in un libro, le violenze subite dalla madre, la fuga. «So cosa voglia dire sentirsi sole: ho dovuto affrontare il dolore fisico e psicologico. Ma non posso paragonarmi a chi perde le persone che ama. Sono stata vicina a Andrea nel momento più duro della sua vita e mi sono sentita impotente e inadeguata».

Il libro e la cronaca

Un libro scritto per fare cronaca non per altro. «Non l’ho usato come terapia, non volevo vomitare la mia storia. Faccio analisi. Volevo che fosse cronaca: quello che è successo a me, succede anche a altre persone».

Ora Ema vive nella fase meglio sole che in compagnia di un uomo. «L’amore mi incasina, preferisco guardarmi una puntata di Uomini e Donne. Non sono fatta per quella cosa, non ho avuto l’esempio giusto e non so gestirla». Dice di non essere corteggiatissima e di non credere di intimorire gli uomini. «Non credo a questa cosa, per me vale il titolo del film La verità è che non gli piaci abbastanza. Se mi piace uno, pure se è Eminen, e mi intimorisce, se mi piace tantissimo ci provo. È la mia filosofia. Piaccio alle persone che mi conoscono davvero, non sono portata per il flirt o la seduzione. Sono zero seduttiva, non ce l’ho sta roba».

A La Repubblica ammette poi di non aver mai pensato una sola volta alla maternità «Neanche un giorno della mia vita. Ho pensato a lungo di essere un uomo, le femmine giocavano a fare la mamma. Io ero avventurosa, mi buttavo per terra con i maschi e mi sporcavo. Mai sfiorata dal pensiero: avrò figli. Amo i bambini, da zia».

Il cambiamento

Per Ema, Amadeus e Conti sono simili, parla di Andrea Pucci e dei social («Sono spietati, io sono per la libertà di parola e di satira su tutto. Poi è anche giusto che qualcuno dica: non ci sto, rinuncio»), e del suo cambiamento. Oggi non si sente più randagia: «Invecchiando mi rendo conto che ho bisogno dei miei tempi, di viaggiare comoda, mangiare bene. Se rivedo Pechino express, andavo alla grande. Sotto questo punto di vista, mi sono imborghesita».

Non vede l’ora di avere 50 anni e guardandosi indietro non rinnega niente di quello che ha fatto prima: «Ho fatto le pulizie, lavorato nei bar, facevo la dj: ero sempre l’ultima a essere pagata. Non mi ascoltava nessuno. Quindi faccio tutto con gioia e leggerezza, mai con la pesantezza. Ho avuto una vita complicata e sono stata fortunata». Molto fortunata, leggendo le sue parole…


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