di
Francesco Battistini
La biathleta Lisa Vittozzi e il pattinatore Davide Ghiotto porteranno il tricolore. In Francia la prossima edizione
«Arrivederci in Francia! Ciao, Italia!». Le prove del venerdì notte sono appena finite. La controfigura dello speaker abbozza una simulazione di saluto, che echeggia nel bui di piazza Bra. Luci blu, raggi da discoteca verso il cielo, il centro sigillato di transenne, altoparlanti a bomba. E dall’Arena «dove non si deve mai cantare contro il pubblico», come insegnavano Cecilia Gasdia e tutti i grandi soprani che vi son passati, il finto pubblico della vigilia sciama perplesso. Non fischierà, perché non c’è Trump. E non è spettacolo da loggionisti. Ma quel poco di «Beauty in Action» che si promette, «il racconto del Belpaese attraverso l’arte e la musica», «una narrazione potente e corale», boh, non convince granché chi l’ha già visto… «Con Roberto Bolle sarà un’altra cosa. Ma me piaséa più lo show di Milano», dice una signora. «Sì — la tranquillizza il marito —, ma se poi lo vedi in tv coi droni e gli effetti hd…».
Chi lo sa se basteranno le 500 telecamere 500 piazzate fra Rai e Prefettura, per tenere avvinti due miliardi di spettatori e alla larga qualche centinaio di contestatori. S’annunciano prevedibili cortei pro-Pal e della rete «Olimpiadi, no grazie»: una marcia contro «l’insostenibilità, l’ingiustizia e la militarizzazione». Ma la zona rossa è quasi inaccessibile, militari dappertutto, elicotteri a sorvolare, e per gli antagonisti sarà dura far casino. Le strade sono disertate, i posteggi mai così tanti, i negozi per nulla affollati: i veronesi, altro che tuti mati come da proverbio, se ne sono andati saggiamente fuoriporta, lasciando i turisti in ostaggio d’alberghi da 1.200 euro a notte. È stata un po’ la tendenza di questi Giochi diffusi e anche spopolati: poco spirito olimpico nelle vie di Milano, villaggi d’atleti sparpagliati, una Bormio che certi giorni sembrava nel deserto ferragostano, la stessa Cortina popolata, sì, ma con prezzi da fucilate e gli albergatori all’ultimo minuto costretti ad abbassare un po’ i prezzi, per non trovarsi le camere vuote.
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Annunciano «uno show oltre l’Arena», qualunque cosa significhi, e di sicuro i tenori saranno i 1.400 atleti richiamati a sfilare per la cerimonia di chiusura. La biathleta Lisa Vittozzi e il pattinatore Davide Ghiotto a portare il tricolore, scelti nel medagliere record di queste Olimpiadi azzurre. Increduli, i due. «Sono sinceramente senza parole e molto emozionata — dice lei —. Questa nomina è per me motivo d’orgoglio. Fra tanti atleti che meritavano d’essere nominati in questa storica Olimpiade, han scelto la sottoscritta…». «Non m’era mai capitato di essere preso in considerazione per un evento così importante — ripete lui —, non sono abituato a queste cose e sono ancora più emozionato all’idea di vedere il mio nome accanto a quella di una regina come Lisa». Ci sarà anche qualche potente, ritornato a farsi vedere come fu due settimane fa a San Siro.
Sono stati i Giochi «più geopolitici di sempre», s’è scritto, e le contestazioni ucraine o a Israele hanno avuto il loro effetto: i capi più a rischio, se ne staranno alla larga. Niente Mattarella, che ha già dato portandoci buono sulle piste, ma chi si nota di più è come al solito chi non c’è: Emmanuel Macron, che non ha alcuna voglia d’incrociare Giorgia Meloni e non manda nemmeno uno straccio di primo ministro Sébastien Lecornu. Galateo vorrebbe che i francesi si pigliassero in mano la fiaccola dei prossimi Giochi, però in questa crisi di leader chissà che fine avrà fatto Macron, nel 2030, e allora qui s’en fout. A parte il divino Bolle, anche le star annunciate hanno un che d’internazionalpopolare — Achille Lauro, Benedetta Porcaroli, Gabry Ponte, i Major Lazer — e però mai dire mai, si promettono sorprese fra lirica e pop. Preparate i popcorn, spegnete il braciere, the show must go off.
22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 09:27)
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