di
Andrea Arzilli

Case popolari, dal Comune 6,5 milioni per coprire 20mila metri quadrati dei «lastrici solari»

Ettore Scola nel ‘77 ci ha girato una scena indimenticabile di «Una giornata particolare», quella in cui tra i panni appesi al filo, le schermaglie d’amore tra Antonietta, alias Sofia Loren, e Gabriele, Marcello Mastroianni, nell’alternanza tra il «voi» imposto dal Fascismo e il «tu» fomentato dalla passione, culminano in un bacio tenero e profondo con piazza Bologna in lontananza. Quasi vent’anni prima, nel ‘58, Mario Monicelli aveva usato una location simile, sul tetto di un palazzo a Portonaccio, per lasciare ai posteri un pezzo di storia del cinema: la lectio magistralis di Dante Cruciani, Totò, su come si scassinano le casseforti in «I soliti ignoti», mentre gli apprendisti ladri «Peppe er pantera» (Vittorio Gassman), Tiberio Braschi (Marcello Mastroianni), «Ferribotte» (Tiberio Murgia) e «Capannelle» (Carlo Pisacane), attenti prendono appunti. Ambiente analogo — con le lenzuola stese sui fili e mosse dal vento, stavolta con Testaccio da sfondo — pure in «C’è ancora domani», film campione d’incassi di Paola Cortellesi, anno 2023.

Dal Campidoglio 6,5 milioni per riqualificare 20 mila mq 

Su tutti i palazzi della Capitale sono migliaia gli stenditoi, tecnicamente «lastrici solari», posti così iconici ed evocativi da diventare spesso quinta cinematografica. Ambiti da proteggere perché come pochi altri parlano di Roma, insomma. E infatti il Campidoglio ha deciso di prendersi cura di loro, almeno negli edifici Erp (edilizia residenziale pubblica) di sua competenza, facendo partire un «Piano straordinario sui lastrici solari» con l’obiettivo di rimettere a posto oltre 20mila metri quadri di superfici dilaniate da mancata manutenzione associata a intemperie, causa di infiltrazioni per i piani sottostanti. Stanziamento di 6,5 milioni per una prima tranche di interventi che lancia la copertura di 100mila metri quadri di lastrici solari. 



















































Zevi: «Infiltrazioni prima causa di degrado»

«Partiamo dagli edifici più vecchi e trascurati per decenni, per colmare un ritardo storico: le infiltrazioni sono prima causa di degrado e vanno affrontate alla radice», dice l’assessore al Patrimonio del Comune, Tobia Zevi. «Va rispettato il diritto delle famiglie di abitare in condizioni dignitose», le parole del presidente della commissione Patrimonio, Yuri Trombetti. 

Case popolari, quasi duemila cantieri aperti

La prima fase degli interventi, che va a sommarsi ai 1.900 cantieri già aperti per le case popolari, riguarda gli palazzi in viale Rolando Vignali, via Andersen, via Flaubert, via Gadola, via Marco Dino Rossi, piazzale delle Paradisee, via Mammucari, piazza Bovio, via Camassei, largo Mengaroni, via Caterina Usai, via Gonin, via Tamburrano, piazza Aldo Bozzi, via Luthuli, via della Tenuta di Torrenova, via Romagnoli. I progetti prevedono di impermeabilizzare, adeguare i sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, installare linee vita permanenti e migliorare le condizioni di sicurezza per le manutenzioni future» delle case popolari. E, magari, preparare nuove location per il cinema


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22 febbraio 2026