di
Christian Benna

I sindacati: «Dopo tre rinnovi di solidarietà l’azienda ci ha comunicato di voler ridurre l’organico cercando di farlo nel modo più indolore possibile»

Il Piemonte registra un’altra scossa violenta del terremoto dell’auto. L’epicentro questa volta è Airasca, dove la Sapa Sta, multinazionale della famiglia Affinita di Arpaia (Benevento) da 700 milioni di ricavi, ha dichiarato 42 esuberi nel sito industriale torinese, altrettanti nell’Astigiano, a San Martino d’Alfieri, e una dozzina a Dronero. In tutto più di un centinaio di uscite (per ora volontarie) e lo spettro di una chiusura degli impianti in Piemonte entro il 2027. 

 Filctem Cgil: «Preoccupano le commesse in calo»

«Dopo tre rinnovi di contratti di solidarietà l’azienda ha comunicato di voler ridurre l’organico pur cercando di farlo nel modo più indolore possibile» commenta Fabio Catiello della Filctem Cgil che insieme ai colleghi della Uiltec sta gestendo la vertenza. «Noi però siamo preoccupati: ci è stato detto che le commesse sono in netto calo. E inoltre l’azienda sembra più interessata ad altri mercati». Il riferimento è alla recente acquisizione di Megatech, colosso dell’automotive austriaco, che ha permesso a Sapa di balzare da 300 a 700 milioni di ricavi e di ottenere un portafoglio clienti più diversificato. Il Piemonte invece risulta meno interessante rispetto agli anni scorsi, quando Sapa Sta (nel 2018) aveva fatto il suo ingresso sul territorio acquisendo l’azienda Selmat e i suoi quattro stabilimenti. Stampaggio a iniezione con tecnologia «one shot» (in un unico passaggio) per la produzione di paraurti del Daily Iveco e dei modelli Alfa Romeo e anche la Panda, queste le attività in Piemonte di Sapa. Poi i volumi sono crollati ed è iniziata la cassa integrazione.



















































Braccio di ferro con Stellantis sulle forniture

E invece sono aumentate le liti con Stellantis. Nel 2024 il braccio di ferro con l’ex Ceo Tavares sui prezzi (al ribasso) delle forniture aveva portato allo scontro con Sapa, fino alla fermata della ex Sevel di Atessa, dove si producono veicoli commerciali, per mancanza di consegne. Poi si è trovato un accordo finanziario  per una pace almeno sulla carta. Il resto è storia scritta in tre rinnovi di contratti di solidarietà ad Airasca e ad Asti e oggi gli esuberi strutturali che si traducono in licenziamenti collettivi. La preoccupazione delle parti sociali è che il disimpegno possa tradursi nell’addio, l’ennesimo, al Piemonte. Fondato nel 1974 da Angelo Affinita, il gruppo Sapa Sta gestisce dieci stabilimenti in Italia, nel resto d’Europa e in Asia, e impiega più di 2 mila persone. Negli anni è cresciuto anche grazie al sostegno dei finanziamenti della Bei. I radar puntati nel Nord Europa e il calo di mercato in Italia ora rischiano di lasciare 350 famiglie senza lavoro.


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22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 12:17)