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Il canestro più bello della Coppa Italia è la presenza di Achille Polonara. Sereno, sorridente, amato. Da Erika, sua moglie, che lo accompagna in ogni passo e dai tanti presenti nella sala stampa della Inalpi Arena. L’occasione è data dalla presentazione di “Il mio secondo tempo” un libro che racconta la sua storia, fatta di momenti di grande paura, ma anche di una rinascita e di un miglioramento delle sue condizioni di salute in deciso miglioramento. «Tornare in un palazzetto pieno di gente e vedere dal vivo una partita di pallacanestro è una gioia che pensavo di non rivivere più – racconta in un talk moderato da Gianluca Gazzoli, noto conduttore radiofonico e televisivo e youtuber italiano – Ho avuto una piccola complicanza negli ultimi giorni ma l’abbiamo risolta, domani farò un piccolo intervento al cuore per poi avere l’idoneità sportiva. Sono stati mesi sicuramente difficili, devo ringraziare mia moglie Erika e la mia famiglia per avermi sempre sostenuto».
APPROFONDIMENTI
Polonara ripercorre le tappe della sua malattia: la febbre a 38.1 quando è partito in trasferta con la VIrtus Bologna nella semifinale scudetto, lo stopo richiesto dal medico della società, i primi esami, l’ingresso in stanza di tanti medici che gli hanno fatto capire subito che qualcosa non andava. «Quando senti il termine leucemia è tutta un’altra cosa, rispetto alla diagnosi di due anni prima del tumore al testicolo – racconta Polonara -. È stato brutto, tutto passa in secondo piano anche lo scudetto della Virtus. Spiegarlo ai bambini è stato durissimo e ho pensato di farla finita, ma non mi sembrava giusto per i bambini e per Erika.
Così, lentamente, ho ricominciato ad affrontare la malattia».
Poi il coma e «cinque giorni nei quali mi è sembrato di dormire sempre» e il risveglio post coma, quando «ero in uno stato confusionario, non ricordavo la data di nascita di mia figlia, non riconoscevo alcune persone e quindi era tutto complicato – dice il campione della nazionale -. Avevo un blocco mentale, non volevo fare più nulla e ho anche pensato di farla finita, ma ho avuto la forza di reagire. Lo sport mi ha aiutato tanto e anche i tantissimi attestati di stima di tanti compagni, da Belinelli, a Pajola, poi Riccardo Visconti. Avevo detto che il 20 marzo sarei stato pronto per tornare in campo con la Dinamo Sassari, che è la mia nuova squadra, ma forse dovrò attendere più tempo. L’importante è che ora tutto andrà bene con la salute».
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