Ancora un rinvio: la missione Nasa che dovrà effettuare un’orbita attorno alla Luna non partirà prima il 1 aprile. Emerso un malfunzionamento nel flusso di elio in uno degli stadi del razzo Sls
La Luna è vicina, ma non ancora abbastanza. Fino a poche ore fa, il 6 marzo era la data cerchiata in rosso sui calendari di Cape Canaveral e filtrava ottimismo dai test più recenti. Ma nelle ultime ore è emerso un nuovo problema tecnico ed è la stata la stessa Nasa ad annunciare che anche la finestra di lancio di marzo è ufficialmente chiusa: della fondamentale missione Artemis 2 se ne riparla, nel migliore dei casi, ad aprile.
Cos’è andato storto?
Il 20 febbraio la Nasa aveva dichiarato che la prova generale in condizioni reali («Wet dress rehearsal») del gigantesco razzo Sls (Space launch system), con serbatoi pieni e simulazione del conto alla rovescia fino a T-29 secondi, era andata come previsto alla base di Cape Canaveral, in Florida. Ma alla prima riconfigurazione operativa è emerso un nuovo problema: un malfunzionamento nel flusso di elio in uno degli stadi del razzo Sls. L’elio è fondamentale, perché serve a mantenere le giuste condizioni ambientali per i motori e a pressurizzare i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquido.
Secondo quanto dichiarato di Jared Isaacman, il nuovo capo della Nasa, il razzo deve tornare nel Vab (Vehicle assembly building), l’enorme edificio dove avvengono i controlli più profondi e le riparazioni complesse. Un’operazione che richiede tempo e che cancella inevitabilmente la possibilità di un lancio entro fine marzo. «Qualunque sia la causa», ha scritto Isaacman su X, questo problema «esclude la finestra di lancio prevista in marzo».
Un rinvio che brucia
Si tratta dell’ennesimo ritardo per una missione che ha già accumulato anni di attese. La Nasa cerca di gettare acqua sul fuoco dei malumori ricordando i tempi del programma Apollo: Isaacman ha ricordato su X che «quando la Nasa realizzò ciò che la maggior parte credeva impossibile, ci furono molti passi falsi». Oggi però c’è una Cina arrembante che punta a stabilire la propria base lunare e, dall’altra parte, ci sono le pressioni di un Trump che vuole assolutamente piantare la sua bandierina sulla Luna prima di Pechino.
La nuova scadenza
Al momento l’agenzia spaziale guarda alle sei finestre di lancio possibili in aprile. La prima utile è fissata per il primo del mese, ma non ci sono certezze in merito, visto che gli ingegneri devono ancora capire se il guasto risieda in una valvola dello stadio superiore, in un filtro o nell’interfaccia delle linee che portano l’elio dalla rampa al razzo.
Artemis 2 e Artemis 3: cosa prevedono
Artemis 2 sarà il primo volo con equipaggio intorno alla Luna dalla fine del programma Apollo, nel 1972. A bordo della capsula Orion viaggeranno tre astronauti americani e, per la prima volta nella storia, un canadese: una missione che segnerà anche il debutto di una donna e di una persona di colore in un volo lunare. L’equipaggio non atterrerà sul satellite: effettuerà un’orbita attorno alla Luna per testare i sistemi in vista del passo successivo.
Quel passo è Artemis 3, ovvero la missione che dovrà riportare gli esseri umani sulla superficie lunare con l’obiettivo, questa volta, di stabilirvi una presenza duratura.
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22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 12:29)
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