di
Monica Scozzafava

A Bergamo Beukema porta avanti gli azzurri, arrabbiati per il raddoppio annullato a inizio ripresa per un presunto fallo di Hojlund su Hien. Poi le reti di Pasalic e Samardzic

Due gol annullati, un rigore cancellato dalla Var per la squadra di Conte. Tre gol validi e una vittoria in rimonta dell’Atalanta con gol di Samardciz a dieci minuti dalla fine che ribalta il pari di Beukema e Pasalic. Avanza, e tanto, in zona Champions l’Atalanta, si ferma invece il Napoli: riaperta in maniera decisiva la lotta al quarto posto.

Elettrica Atalanta-Napoli, sin dalle prime battute. E del resto una partita snodo per la corsa Champions, tra due squadre che fanno del pressing e dei duelli la loro cifra tattica, non poteva mai essere banale. La squadra di Palladino alza da subito il baricentro, il Napoli — schierato con un tridente inedito — resta ordinato in difesa e piuttosto abile in ripartenza, a trovare il corridoio giusto per infilarsi nella parte di campo più pericolosa. Alisson vivace e sfrontato sulla fascia, sfugge nonostante sia marcato a uomo dai difensori avversari, Hojlund — riferimento offensivo, cercato da tutti i compagni — è placcato da Hien.



















































L’episodio che spacca la gara è l’ingenuità di Scalvini su Hojlund a ridosso dei sedici metri. Siamo su una zolla di campo a sinistra della porta difesa da Carnesecchi, Gutierrez si incarica della punizione: pallonetto morbido col contagiri in area, salta più di tutti Beukema ed è vantaggio azzurro. L’Atalanta continua a mettere pressione, ma il Napoli è lucido e cinico. Doppia chance: segna Alisson ma è in fuorigioco, fallo in area di Hien su Hojlund: l’arbitro concede rigore e ammonizione, la Var cancella tutto. Partita maschia e ruvida, soprattutto nei contrasti. Il duello Hien-Hojlund è il tema della partita: in avvio di ripresa corpo a corpo fra i due sull’out destro, il danese crossa e Gutierrez arriva da lontano e segna. Chiffi non ha dubbi, annulla il gol per fallo di Hojlund fra le proteste della panchina partenopea. Conte è furioso. Dopo la partita non si presenta davanti alle telecamere. C’è il ds Manna a sintetizzare il pensiero del club: «Imbarazzante, vergognoso. Questo non è calcio». Riferendosi evidentemente al presunto contatto fra Hien e Hojlund.

Il Napoli è più in palla, Vergara diventa quasi imprendibile. Palladino ridisegna la sua squadra, subito la qualità di Samardzic per Sulemana poi entrano anche Scamacca per Krstovic e Bernasconi per Bellanova: la squadra si risistema, è più fresca e soprattutto più verticale. Il pareggio porta la firma di Pasalic al minuto 18. È un’altra Atalanta, che fa la partita, riesce ad accelerare a campo aperto. Scamacca impegna Milinkovic ma diventa praticamente un assedio nell’area del Napoli per completare la rimonta. 

I cambi di Conte invece non invertono l’inerzia della gara: fuori Vergara per Giovane e Gutierrez per Politano. La palla continua a tenerla l’Atalanta, il Napoli non riesce più a ripartire. Rimonta completata da Samardciz a dieci minuti dalla fine, Conte gioca la carta Lukaku che sortisce il solo effetto di far abbassare un po’ l’Atalanta. Il Napoli, che ha giocato bene per un’ora, torna a casa con una sconfitta.

22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 17:52)