Il proprietario di Louis Vuitton, Bulgari e Fendi sembra essersi stufato del vecchio e bellissimo Symphony e si farà costruire un nuovo gigante dei mari dalla lunghezza di 143 metri. Dovrebbe costare circa 650 milioni di dollari, sarà dotato di un livello di lusso a bordo mai raggiunto

Maurizio Bertera

22 febbraio – 14:00 – MILANO

Si dice che al lusso non ci sia limite e pochi ne sono consci quanto Bernard Jean Étienne Arnault, 87 anni il prossimo 5 marzo. Fondatore, presidente e Ceo di Lvmh (Louis Vuitton Moët Hennesy, nata nel 1987) controlla ad oggi quasi due terzi del mercato della moda e del lusso a livello globale. Non è un momento facile per il colosso che guida e ha chiuso il bilancio 2025 a quota 80,8 miliardi di euro, in flessione del 5% per colpa della divisione Fashion & Leather di cui fanno parte brand italiani quali Bulgari, Loro Piana, Fendi. Ma monsieur Arnault non sembra preoccupato: al di là che le classifiche sui patrimoni personali cambiano di mese in mese, l’imprenditore francese è serenamente nei primi dieci uomini più ricchi del mondo, quotato tra i 190 e 200 miliardi di dollari. Ecco perchè non stupiscono le voci sempre più forti sul pensionamento del suo megayacht Symphony per un nuovo progetto: in sostanza, da una barca di 100 metri a una di 145 metri, costruita sempre dal cantiere di fiducia, l’olandese Feadship. Dovrebbe costargli 650 milioni di dollari e diventare uno degli yacht più costosi, lussuosi e tecnologici del mondo. Qualcuno si è divertito anche a stimare il costo di gestione annuo: sarebbe tra 60 e 70 milioni di dollari.

MOTORIZZAZIONE IBRIDA—  

Fermo restando che non è il primo né sarà l’ultimo magnate a navigare su barche impossibili, Bernard Arnault non è il solito armatore: ha una storica passione per il mare che ha fatto della capogruppo Louis Vuitton lo sponsor per antonomasia dell’America’s Cup, sin dal 1983, mentre ha debuttato nella F.1 automobilistica lo scorso anno. Da sempre coltiva il sogno di acquistare i Cantieri Riva. E Symphony, al di là dell’immancabile dotazione di lusso (cinema, piscina, palestra, un’infinità di giochi d’acqua…) che vantano le barche dei nababbi, ha un design esterno di grande eleganza, senza forzature, con una forma slanciata, un colore che alterna il blu e il bianco, i ponti in legno. È in grado di ospitare 40 persone, 27 delle quali di equipaggio, ma soprattutto ha curato molto l’ecosostenibilità con una soluzione motoristica ibrida tra le più avanzate nella nautica che consente a Symphony di navigare in elettrico puro per circa il 30% del tempo. Di sicuro, non appena la metterà in vendita troverà un ricchissimo acquirente.

LE PASSIONI—  

Del nuovo progetto, ovviamente, si sa poco o nulla perché i grandi cantieri tengono in modo maniacale alla riservatezza dei loro clienti (e dei loro introiti). Il megayacht, sempre secondo le indiscrezioni di settore, dovrebbe svilupparsi su 8-9 ponti, con una stazza di 10-12 mila tonnellate, un centro benessere all’avanguardia (sauna, bagni turchi, crioterapia) e alloggi per un equipaggio di circa 80 persone. Due elementi non potranno mancare, conoscendo le passioni di Bernard Arnault: una piccola sala da concerti dove piazzare il pianoforte, strumento di lavoro per la moglie canadese Helène Mercier, e la galleria per una piccola parte della sua incredibile collezione d’arte, composta da circa tremila opere del XX e XXI secolo che sono custodite sostanzialmente dalla Fondazione Louis Vuitton a Parigi. Curiosità: rispetto al valore della collezione (pare 1,2 miliardi di dollari) e al costo del prossimo megayacht, il suo parco auto è risibile visto che sommando i prezzi delle supercar si arriva a un decina di milioni di euro mentre la spesa per acquistare il 55% del Paris FC – la seconda squadra della capitale – e farlo ripartire non supererebbe i 200 milioni di euro.