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Redazione online

A capo del cartello criminale di Jalisco, era ricercato anche dalla giustizia degli Stati Uniti

Le forze di sicurezza del Messico hanno annunciato l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, detto «El Mencho», fondatore e leader del Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng), la banda criminale più temuta del Paese. La notizia viene confermata dopo ore di tensioni nello stato di Jalisco, sorti a seguito dell’avvio delle operazioni dell’esercito. Il blitz ha fatto scoppiare scontri violentissimi tra bande di narcos e forze di polizia. In diversi stati si segnalano incendi, blocchi strali e fughe di civili in preda al panico. 

Nato nel 1966, Oseguera Cervantes era stato inserito dall’amministrazione Usa nella lista dei criminali più ricercati, offrendo una ricompensa milionaria per informazioni utili al suo arresto. La Drug enforcement administration (Dea) descrive il Cjng come una delle organizzazioni criminali più potente in Messico. Rapporti pubblici dell’agenzia indicano che il gruppo ha utilizzato tattiche militari, armi di alto calibro e strategie di propaganda per aumentare e consolidare il proprio potere.  Per la sua cattura era stata prevista una taglia di 15 milioni di dollari. 



















































Brian McKnight, dirigente della Dea americana, aveva definito Cervantes il nuovo «nemico pubblico numero uno», in grado di controllare l’80% della droga che arriva in una città come Chicago e di un terzo dell’intero import di stupefacenti negli Stati Uniti (cocaina, metanfetamina, fentanyl).  El Mencho è uno spietato killer miliardario che, secondo McKnight, è a capo del cartello messicano, scissosi dal gruppo di Sinaloa di El Chapo, ha stabilito rotte di narcotraffico in sei continenti e ora ha una roccaforte a Chicago, affermano gli investigatori della DEA. 

Pochi i dettagli emersi finora sull’uccisione del pericoloso criminale: sarebbe stato intercettato nel comune di Talpa de Allende, un’area storicamente identificata come roccaforte del cartello di Jalisco. In seguito all’operazione  sono stati segnalati blocchi stradali in almeno sei stati del Messico  Jalisco, Michoacán, Colima, Tamaulipas, Guanajuato e Aguascalientes, provocando una mobilitazione su larga scala delle autorità federali e statali, una tattica comune utilizzata dalle organizzazioni criminali in risposta ad arresti o omicidi di personaggi di alto profilo.

Il ministero della Difesa messicano ha confermato con un comunicato la morte del boss. La testata «El Universal» afferma che gli Usa hanno contribuito al blitz condotto con il sostegno dell’aviazione. Questo dettaglio non è stato confermato ma Washington si è congratulata per l’operazione.  Le forze di sicurezza sono state attaccate dai narcotrafficanti e hanno risposto al fuoco, uccidendo quattro persone sul posto e ferendone tre in modo grave. Questi ultimi tre sono deceduti durante il trasporto a Città del Messico, spiega ancora il ministero della Difesa, e tra costoro c’era «El Mencho». È così scattata la rappresaglia dei narcos, che nelle ore successive si sono scontrate con l’esercito messicano. L’aeronautica militare ha bombardato i convogli dei criminali.

Commando dei narcos hanno fatto irruzione nell’aeroporto di Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco, nel corso di scontri a fuoco tra cartelli della droga e forze di sicurezza. Video diffusi sulle reti sociali mostrano i passeggeri fuggire dallo scalo in preda al panico mentre si sentono colpi di arma da fuoco. Solo dopo un paio d’ore la situazione è tornata alla normalità. Altri filmati provenienti da Puerto Vallarta, importante snodo del narcotraffico nel Jalisco, mostrano incendi e colonne di fumo. In questa città, secondo i media locali, sarebbe in corso un’evasione di massa dalla prigione di Ixtapa. Più a Nord, a San Juan de Los Lagos, i narcos avrebbero attaccato una base della guardia nazionale. Il governo messicano ha diffuso una nota nella quale ordina la chiusura dello spazio aereo sopra Tapalpa, sempre nello Stato di Jalisco. Nel pomeriggio erano ancora attivi 21 blocchi stradali dei narcos. 

Allerta anche nello Stato di Michoacan, confinante con quello di Jalisco. Il governatore Alfredo Ramirez Bedolla ha annunciato che le autorità statali hanno avviato un’operazione di sorveglianza in tutto lo Stato. La Segreteria del Governo dello Stato, la Procura Generale e la Guardia Civil stanno partecipando al monitoraggio aereo e con le telecamere di sicurezza in tempo reale dal centro di comando governativo, in un contesto di allerta elevata dovuta a blocchi stradali dei cartelli della droga, incendi e disordini in risposta alla morte del narcotrafficante. 

22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 21:43)