2026-02-22 18:30:31
Il Monaldi dall’eccellenza all’inchiesta

Il 15 gennaio del 1988 c’erano ali di folla fuori dell’ospedale Monaldi a Napoli. Si festeggiava il primo trapianto di cuore nel sud, eseguito nella struttura partenopea da Maurizio Cotrufo, pioniere del settore. In quello stesso piazzale oggi cresce il tappeto di fiori, palloncini bianchi e bigliettini in memoria del piccolo Domenico, morto per il trapianto di un organo danneggiato. Due immagini che testimoniano la parabola di un ospedale per decenni all’avanguardia nelle terapie del cuore, finito nell’occhio del ciclone in un clima di sospetti e polemiche. Cotrufo, oggi 87enne, ha ricordato di recente l’emozione di quel primo trapianto. «Nel 1986 iniziarono gli interventi in Italia e Napoli fu esclusa. Iniziarono quindi forti proteste fino a quando, nel 1988, arrivò anche a Napoli l’autorizzazione del ministero ad eseguire trapianti di cuore. Giunse una telefonata da Barcellona che comunicava l’esistenza di un donatore con gruppo sanguigno AB. L’unico ricevente in Europa era un nostro paziente che, tuttavia, aveva un quadro clinico complicatissimo. Mi presi un quarto d’ora per riflettere, il quarto d’ora più lungo della mia vita, e alla fine accettai di effettuare il trapianto nonostante i rischi». «Partii per Barcellona con l’aereo di Spadolini, all’epoca presidente del consiglio, per prelevare il cuore che impiantammo. Il paziente, nonostante le complicazioni, è vissuto a lungo. Da lì è iniziata la storia dei trapianti di cuore a Napoli». Grazie a quell’intervento, e alla scuola dei cardiochirurghi cresciuti insieme a Cotrufo, il Monaldi ha acquisito un duraturo prestigio, anche internazionale. Poi il terremoto, proprio sul fronte della cardiochirurgia pediatrica. Nel 2017 il ministero della Salute sospende i trapianti sui bambini, «a seguito dell’accertamento degli esiti negativi degli interventi e della mancata integrazione delle equipe a fronte delle risorse impegnate». Nasce un comitato di protesta, si susseguono scioperi della fame e appelli. Una petizione al capo dello Stato raccoglie decine di migliaia di firme, si parla di «smantellamento» delle competenze con la scelta di mandare via i medici più esperti. Si denunciano casi di pazienti minorenni in precedenza trapiantati al Monaldi che, dopo la chiusura del centro pediatrico, sarebbero morti anche a causa nelle carenze dell’assistenza post-intervento. La Regione avvia un processo di riorganizzazione della struttura che va avanti con difficoltà, poi le attività riprendono gradualmente. Ma con tutte le ombre che emergono, ora, dal caso di Domenico.

2026-02-22 14:58:54
Domenico Caliendo morto, anche Federica Pellegrini ricorda il piccolo: «Mi strazia l’anima»

Il dolore per la scomparsa del piccolo Domenico ha attraversato l’Italia e trovato spazio anche sui social, dove in tanti hanno voluto stringersi attorno alla mamma Patrizia e alla sua famiglia. Tra i messaggi di cordoglio spicca quello di Federica Pellegrini, che ha affidato a Instagram parole cariche di emozione e rabbia per una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.


Domenico Caliendo morto, anche Federica Pellegrini ricorda il piccolo: «Mi strazia l’anima»

2026-02-22 14:37:49
I tifosi del Genoa ricordano con striscione il piccolo Domenico

«Riposa in pace piccolo Domenico». Con questo striscione esposto sulla balaustra della Gradinata Nord nell’intervallo e lasciato per tutto il secondo tempo, i tifosi del Genoa hanno voluto ricordare il bambino scomparso ieri a Napoli, Domenico Caliendo di 2 anni e mezzo, per le complicazioni seguite al trapianto di un cuore danneggiato.

2026-02-22 14:37:29
Napoli, gli ultras per Domenico Caliendo: «Anima innocente»

Una notizia di quelle che smuovono il paese, da Nord a Sud, e che ha occupa le prime pagine di tutti i giornali: Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e 4 mesi ricoverato al Monaldi, ieri è morto in seguito a delle complicazioni del suo quadro clinico.

Napoli, gli ultras per Domenico Caliendo: «Anima innocente»

2026-02-22 14:06:10
Nola in lutto per Domenico, i funerali saranno in cattedrale

Non è stata ancora fissata la data dei funerali del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e quattro mesi morto ieri mattina all’ospedale Monaldi di Napoli. Il rito funebre, come si apprende da fonti della Curia arcivescovile di Nola, dovrebbe comunque tenersi nella chiesa cattedrale. La parrocchia della famiglia del piccolo è quella di Santa Maria della Stella, non lontano da via Circumvallazione, dove nei giorni scorsi c’è stato anche un momento di preghiera. La scelta della chiesa cattedrale, che sorge di fronte al palazzo Municipale, è dettata da diverse ragioni, tra cui la maggiore capienza e come segno di partecipazione al lutto dell’intera comunità. Nella giornata di domani il sindaco Andrea Ruggiero si recherà dalla mamma di Domenico, Patrizia, che oggi – distrutta dal dolore e da giorni di profonda tensione – è rimasta in casa. La mamma del piccolo ha espresso il desiderio di dar vita ad una vita ad una fondazione intitolata a suo figlio. Il Comune già si è attivato per valutare modalità di sostegno alla richiesta. La famiglia di Domenico è originaria di Taurano, un centro del Vallo di Lauro, distante pochi chilometri da Nola. Ma la mamma ed il piccolo del papà, come raccontano alcuni commercianti di via Circumvallazione, subito dopo il trasferimento si sono fatti «ben volere da tutti». «Persone discrete, educate», racconta un barista della zona. Alcuni esercenti hanno fatto stampare anche dei manifesti di partecipazione al lutto: «Abbiamo seguito con apprensione la vicenda. In questi due mesi Domenico è diventato un figlio nostro. Non lo dimenticheremo neanche quando la stampa calerà i riflettori su questa dolorosa vicenda».

2026-02-22 12:54:30
Una coppia porta fiori a Domenico, “per ricordare il calvario di nostra figlia”

A rendere omaggio al piccolo Domenico all’esterno dell’ospedale Monaldi di Napoli ci sono anche Alessandro e Daniela, genitori di Sara, deceduta dopo una leucemia a soli 16 anni. Da Napoli a Roma per le cure, 377 giorni di calvario e poi la parola fine. La triste storia è raccontata nel libro ‘Fragile come voi, forte come l’amore’ e per tener viva la memoria della figlia, i genitori hanno messo su a Napoli l’ associazione ‘Le creazioni di Sara’. «Nostra figlia si è ammalata nel 2020 di leucemia e, quando eravamo convinti e sicuri della guarigione, dopo tre anni è ritornata la malattia e siamo dovuti scappare a Roma. Qui siamo dovuti stare 377 giorni, nel tentativo di curarla con una cura sperimentale che ci è stata consigliata dai medici. La quale cura sperimentale, purtroppo, nel tentativo di salvarla ha fatto perdere quella che è la dignità a nostra figlia. Una dignità che l’essere umano deve comunque avere». Oggi Alessandro e Daniela sono qui perché ciò che e’ accaduto a Domenico ha di nuovo destato in loro il ricordo «di quei momenti e quelle situazioni tragiche in rianimazione dove Sara è stata per 50 giorni». Fino all’epilogo il 4 gennaio del 2025. Alla luce di quanto accaduto, Alessandro dice: «Bisogna avere una dignità umana e questa dignità umana la medicina, gli ospedali la devono tutelare perché andare oltre l’accanimento terapeutico è una cosa che alla fine non dà benefici: si perde la dignità appunto, si perde quella che è la vita». Alessandro si dice convinto che «oggi Domenico è nelle braccia di Sara e tutti e due daranno la forza a tantissime persone di poter vedere la vita in maniera piu’ positiva».

2026-02-22 12:25:00
L’avvocato, domani dal notaio per la fondazione intitolata a Domenico

Domani la mamma di Domenico, Patrizia Mercolini, e il suo avvocato Francesco Petruzzi si recheranno, come annunciato ieri, da un notaio napoletano per costituire il comitato di raccolta fondi, primo passo per la nascita della fondazione intitolata al bambino. Lo conferma Petruzzi: «Saremo alle 12 dal notaio in via dei Mille a Napoli. La legge prevede che una fondazione possa nascere dopo aver raccolto almeno un capitale di 30mila euro e domani cominceremo questo percorso». Scopo della fondazione, come anticipato ieri da Patrizia, sarà l’aiuto ai bambini in difficoltà mediche e alle vittime di malasanità.

2026-02-22 12:04:50
L’avvocato, dal Monaldi cartella clinica incompleta su Domenico

«Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato». Lo dice all’ANSA l’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia del piccolo morto ieri. «Domani mattina torno in procura per segnalare l’anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto». 

2026-02-22 12:04:31
Nas al Monaldi

 Proseguono anche oggi, domenica, le attività investigative dei carabinieri del Nas sulla morte del piccolo Domenico, spentosi ieri al Monaldi. I militari sono tornati stamane nell’ospedale partenopeo nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura partenopea (con l’aggiunto Ricci e il sostituto Tittaferrante) dopo aver proceduto ieri alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.