di
Andrea Laffranchi

Il cantante sarà l’ospite fisso del Festival di Sanremo a bordo della crociera ancorata di fronte al porto, non è il miglior venditore di se stesso. «Non ho mai pensato di poter arrivare a questo livello di affetto da parte del pubblico»

SANREMO Nemmeno lui si vede nei panni del comandante di una nave. «Al massimo, con questa giacca blu, posso fare il bigliettaio». Max Pezzali, ospite fisso del Festival di Sanremo a bordo della crociera ancorata di fronte al porto, non è il miglior venditore di se stesso. «Non ho mai pensato di poter arrivare a questo livello di affetto da parte del pubblico: con gli 883 non avevamo fatto gavetta, non eravamo straordinari né nel talento né nell’aspetto, ma avevamo la convinzione di avere qualcosa da dire. La normalità, che vedevo come limite, è stata la mia fortuna». Max porterà la sua musica per cinque serate all’interno del Festival con dei collegamenti dalla Costa Toscana, che per gli ospiti si allungheranno in miniconcerti. Un tema diverso per ogni appuntamento: disco night con ispirazione «La regola dell’amico», old west in stile «Nord Sud Ovest Est», «Love boat» con le ballad romantiche tipo «Come mai», la Sala giochi di «Jolly blu» e gli Happy days per fare festa

«Sarà qualcosa fra l’immaginifico e l’infantile». Tutta la nave è pezzalizzata: la pizzeria «Con un deca», il torneo di calcetto, la sala videogame, i fumetti ovunque… «Sono sempre stato ossessionato dalle location strane per i concerti. Da tempo pensavo alle crociere americane di artisti come i Kiss o Jimmy Buffett, ma mi mancava la nave e qualcuno che volesse fare una follia pari alla nostra. Il prossimo passo sarà la crociera dedicata». Un’occasione, anzi cinque, per risolvere il suo rapporto con Sanremo: «Con questa cattedrale di quello che è la musica e lo spettacolo in Italia ho un rapporto pessimo: ci sono stato due volte (1995 e 2011) e non è mai andata bene. Ci sono andato o col pezzo o con l’atteggiamento sbagliato. Questa volta arrivo al cospetto del Festival chiedendo scusa per quelle altre apparizioni».



















































La peggiore fu quella del 2011. «Ci siamo andati in fretta e furia, per timbrare il cartellino. Venni eliminato il venerdì e tornando a casa pensai che forse non aveva più senso andare avanti con questo lavoro. L’anno dopo, il disco per l’anniversario di “Hanno ucciso l’uomo ragno” fatto in collaborazione con la scena rap, fece ripartire tutto». Dal primo stadio, il San Siro 2022, è stata un’esplosione di biglietti venduti. «Ero convinto che sarebbe stata una cosa one shot, una sorta di premio alla carriera». In agenda ci sono già gli stadi quest’estate, un tour europeo e una residency nella nuova arena olimpica di Milano a dicembre. È in arrivo anche la seconda stagione della serie Sky sugli 883: «Una terza su di me? Mi affascina vedere come mi vedono gli altri, ma non so se sarebbe ugualmente interessante». E quindi il secondo volume di «Max Forever», raccolta di successi con brani inediti. «L’idea è quella di mettere in contatto il passato e l’oggi. Le mie vecchie canzoni vivono sospese in un eterno presente perché per le nuove generazioni non è un amarcord»

22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 19:56)