di
Carlos Passerini

Dopo il pareggio con il Como, il Milan cede in casa al Parma e si arrende definitivamente nella corsa scudetto: l’Inter è lontana 10 punti, la Juventus quinta a -8

Game over, fine dei giochi. La corsa scudetto del Milan si chiude qui. Le speranze rossonere erano già minime, ma ci pensa il Parma a staccare definitivamente la spina, passando a San Siro con un colpo di testa dell’argentino Troilo nel finale, alla sua prima rete in serie A

L’incerto arbitro Piccinini prima annulla, poi va al Var e dopo una revisione infinita lunga 5 minuti cambia idea. Qualche dubbio resta, ma il Diavolo farà bene a non cercare alibi: le statistiche dicono che ha tirato 25 volte in porta, ma sono fuorvianti, perché la verità è che a parte un palo di Leao sullo 0-0 ha fatto davvero troppo poco per trovare una vittoria che avrebbe tenuto il distacco dall’Inter a 7 punti, comunque già molti. 



















































Ora i punti sono invece 10, raddoppiati rispetto ai 5 di una settimana fa. Prima il pari col Como, poi la sconfitta col Parma. Difficile non pensare che l’esito del Derby d’Italia non abbia inciso mentalmente sulla testa del Diavolo. Il -10 è un solco che a 12 giornate dalla fine sembra insuperabile, solo i nerazzurri potrebbero a questo punto buttare via tutto: altamente improbabile. Per i rossoneri primo ko dopo 24 risultati utili consecutivi e sei mesi di imbattibilità. Corsi e ricorsi: fu sempre il Parma a mettere fine alla striscia storica da 58 di Capello nel 1993, sempre per 1-0, rete di Asprilla, sempre qui a San Siro.

Ancora una volta, il Milan fa flop con una squadra della fascia destra della classifica: davvero troppi punti buttati, per sognare in grande. La stagione resta estremamente positiva, ma è una lezione che andrà studiata bene in vista della prossima, anche tatticamente. Ora c’è da fare attenzione al contraccolpo: serve blindare al più presto il piazzamento Champions, che era e resta l’obiettivo posto dal club. 

Gli 8 punti sulla Juventus quinta sono un buon margine, ma non sufficiente per rilassarsi. «La palla non voleva entrare, i ragazzi sono dispiaciuti, non dobbiamo pensare agli altri ma a noi» ha ammesso Landucci, vice dello squalificato Allegri. Sull’episodio del gol emiliano, da apprezzare l’onestà: «Quel tipo di blocco sul portiere lo facciamo anche noi».

Rispetto al pari beffa col Como di mercoledì, il Milan aveva cambiato mezza squadra: si rivedono diversi big, su tutti Rabiot e Pulisic. Ma l’americano non sta bene, se ne avrà un’ulteriore conferma. Nel Parma spicca la fisicità del centravanti argentino Pellegrino, specialista di testa, già nel mirino del ds Tare a gennaio, prima di virare su Fullkrug. 

La partita di Loftus-Cheek dura una decina di minuti, perché in uno scontro fortuito col portiere Corvi prende una botta tremenda alla mandibola: esce dal campo in barella, con tanto di collare, per essere trasportato in ospedale dove verrà operato per la frattura dei denti e dell’osso alveolare. Infortunio serio, impossibile conoscere ora i tempi di recupero. Jashari entra a freddo, fatica a prendere le misure. Nel complesso è un primo tempo deludente, a ritmo troppo basso, con pochi spunti. Il Parma è ben messo, in tribuna Max si dimena. «Alziamo il ritmo» urla Landucci. Leao centra un palo a portiere battuto. 

Ma a segnare è il Parma, con Troilo di testa su corner. Prima l’arbitro annulla per un ipotetico blocco di Valenti su Maignan, poi va al Var e si rimangia la decisione. Ci sarebbe anche una spinta dubbia su Bartesaghi, ma forse la questione è proprio la chiamata: era un episodio di campo e andrebbe valutato dal campo, come da direttive, visto che non si tratta di chiaro ed evidente errore. Esplode la festa del Parma, che torna a vincere a San Siro dopo dieci anni. «Grande mentalità» sorride Cuesta, 30 anni, allenatore più giovane della seria A. Per lui terza vittoria consecutiva e salvezza dietro l’angolo. Quella del Milan, invece, è una resa.

22 febbraio 2026 ( modifica il 22 febbraio 2026 | 22:35)