Circa il 40% dei nuovi casi di tumore potrebbe essere prevenuto. Lo conferma un report recente, realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che ha analizzato l’incidenza del cancro nel 2022 su scala globale. Le stime sono state pubblicate su Nature Medicine dal gruppo internazionale di ricercatori, fra cui Hanna Fink, Oliver Langselius, e Jérôme Vignat, hanno messo in luce come 30 fattori di rischio modificabili siano responsabili di una parte significativa del carico globale di cancro. Il lavoro ha fornito una panoramica dettagliata di come abitudini quotidiane e fattori ambientali possano influenzare lo sviluppo di tumori. La buona notizia c’è: nel 2022, il numero di nuovi casi di cancro ha raggiunto i 18,7 milioni in tutto il mondo, ma di questi, ben 7,1 milioni, pari al 37,8%, sono stati attribuiti ai fattori di rischio modificabili. “Rafforzare gli sforzi per ridurre le esposizioni modificabili resta centrale nella prevenzione globale del cancro”, ha spiegato Jérôme Vignat, uno degli autori principali della ricerca.
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I fattori di rischio
Gli scienziati hanno identificato una lunga lista di fattori di rischio che, se cambiati, potrebbero ridurre in modo significativo il numero di casi di cancro. Fra questi troviamo, in cima alla classifica, il fumo di tabacco (indicato come principale fattore di rischio e responsabile di circa il 15% dei casi di cancro). Ma vi sono anche alcuni virus e batteri, come l’HIV, l’HPV e l’epatite, coinvolti nello sviluppo di tumori.
Complessivamente, le infezioni sono responsabili del 10% dei casi. Il consumo di alcol contribuisce al 3,2% dei tumori, soprattutto a quelli del fegato, della bocca e dell’esofago. Obesità e inattività fisica sono note per aumentare il rischio di diversi tipi di tumore, inclusi quelli al seno, al colon e al pancreas. Attenzione anche all’esposizione all’inquinamento da particelle fini, un altro fattore di rischio che, se ridotto, potrebbe prevenire molti casi di cancro ai polmoni.
Genere e le differenze regionali
La ricerca ha anche evidenziato importanti differenze tra uomini e donne. Se nelle donne i tumori prevenibili rappresentano il 29,7%, negli uomini la percentuale sale al 45,4%. Le differenze regionali sono altrettanto significative: in alcune zone del mondo, la proporzione di tumori prevenibili è molto alta, mentre in altre è più bassa, a causa di diversi stili di vita e livelli di esposizione ai fattori di rischio.
Dove possiamo fare davvero la differenza
L’analisi ha anche messo in evidenza quali tipi di cancro sono maggiormente influenzati da fattori di rischio modificabili. I tumori ai polmoni, allo stomaco e al collo dell’utero sono i più prevenibili, rappresentando quasi la metà di tutti i tumori prevenibili. Questo conferma quanto sia cruciale intervenire su abitudini come il fumo, il consumo di alcol e l’alimentazione. Ad esempio, la maggior parte dei tumori ai polmoni può essere evitata riducendo l’esposizione al fumo, sia attivo che passivo. Allo stesso modo, molte delle infezioni che portano a cancro (come l’HPV per il cancro cervicale) possono essere prevenute con vaccinazioni e screening regolari. Per quanto riguarda il cancro gastrico, una dieta più sana, unita alla riduzione dei consumi di alcol e di alimenti conservati o ricchi di sale, può fare una grande differenza.
Prevenzione mirata
I dati sottolineano l’importanza di una prevenzione mirata, che non si limita alla diagnosi precoce, ma abbraccia anche la promozione di stili di vita sani. I fattori di rischio modificabili sono strettamente legati alle scelte quotidiane delle persone, come cosa mangiamo, quanto ci muoviamo e come gestiamo il nostro stato di salute. Pertanto, la prevenzione deve diventare un impegno collettivo, che passa attraverso l’educazione sanitaria, politiche pubbliche efficaci e l’accesso ai servizi sanitari. Secondo gli autori dello studio, ridurre l’esposizione a questi fattori di rischio potrebbe evitare milioni di morti premature e ridurre il carico di malattia a livello globale. Investire in prevenzione è una strategia vincente non solo per ridurre il numero di nuovi casi, ma anche per migliorare la qualità della vita delle persone. La sfida, quindi, è duplice: informare il pubblico sui rischi modificabili e creare politiche che incoraggino scelte salutari. “Il cancro non è una condanna definitiva“, affermano gli autori. “Con azioni concrete, molte di queste malattie sono prevenibili”.
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