di
Angelo Drusiani

Il collocamento dal 2 al 6 marzo, i tassi minimi verranno comunicati il 27 febbraio. Premio fedeltà (0,8%) per chi lo conserva fino al 2032. Come sono andati quelli già sul mercato

Verso la primavera con un nuovo titolo a cedole crescenti del Tesoro. La nuova emissione del Btp Valore è in programma per un arco temporale che va dal 2 al 6 marzo prossimi. Salvo chiusura anticipata della sottoscrizione. Un’ipotesi sempre sul tavolo, anche per le emissioni in circolazione, che verranno rimborsate tra giugno 2027 e ottobre 2032. Risale a giugno 2023 la prima emissione proposta ai nipoti dei Bot people, quella più recente, invece, è dello scorso ottobre. A caratterizzare lo strumento in emissione è il flusso cedolare trimestrale, accanto ai tre differenti livelli di cedola che l’emissione governativa accrediterà agli investitori durante la vita del titolo. Tre differenti cedole, di importo crescente, a cui sommare, alla data di scadenza del Btp Valore il premio fedeltà (0,8 per cento) riservato agli investitori individuali che avranno sottoscritto il titolo in fase di emissione e lo conserveranno fino all’inizio di marzo 2032.

Le caratteristiche

Conservarlo è un’opzione. Nulla impedisce di venderlo o di acquistarlo strada facendo sul mercato. Anche se in tutti e due i casi non si avrà diritto al premio finale. Il valore minimo della sottoscrizione è a partire da mille euro. Ci si concentra in modo particolare sulla scadenza, com’è naturale sia per programmare i propri impegni finanziari, ma il vero fascino dell’emissione è l’accredito trimestrale degli interessi maturati. Un importante aiuto sia a chi è dipendente di un’azienda, sia ai titolari delle varie società che operano nel nostro Paese. La sottoscrizione della nuova emissione potrà avvenire attraverso la banca di cui si è clienti, ma anche da remoto, se si è autorizzati ad operare in tal senso, a condizione, naturalmente, di essere clienti degli istituti che parteciperanno alla fase di collocamento.



















































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Tra quotazioni e rendimento

Il valore minimo delle cedole, determinante per decidere se sottoscrivere o meno la nuova emissione sarà reso noto il prossimo venerdì 27 febbraio. A chiusura del collocamento verranno comunicati i valori definitivi. Ogni anno, per i sei della durata, l’importo della cedola, verrà accreditato «a rate» con cadenza trimestrale, e ogni due anni (con uno step in termine tecnico) il valore della cedola crescerà. Completano le caratteristiche della nuova emissione la tassazione sul flusso cedolare, pari al 12,50% dell’accredito a differenza del 26% previsto per gli altri investimenti finanziari, l’esenzione dalle imposte di successione, mentre viene escluso il calcolo Isee fino al valore di 50 mila euro investiti in titoli di Stato. La tabella, che riporta esclusivamente i cinque Btp Valore in circolazione, evidenzia sostanzialmente due aspetti portanti: le quotazioni attuali dei titoli a remunerazione crescente collocati in precedenza e il rendimento lordo che le emissioni stesse offrono agli investitori in questa fase.

Btp Valore, torna in marzo con tre cedole crescenti

Chi dovrebbe metterlo in portafoglio

A conti fatti le emissioni dedicate agli investitori privati con la cedola frequente e crescente, offrono un rendimento un po’ più elevato di quello dei titoli tradizionali. A cominciare dal 2,70% della scadenza 2030 fino al 3,20% di quella 2032. I titoli tradizionali offrono invece rispettivamente il 2,28% e il 2,94%. Ma a quale tipo di investitore è adatto il nuovo Btp Valore? A tutti, anche a chi predilige i mercati azionari, perché da questo titolo si può trarre una discreta liquidità, generata dal flusso cedolare, con la cadenza trimestrale già ricordata. Non è uno strumento che pretende investitori dotati di una forte propensione al rischio. Non fa parte di quegli strumenti obbligazionari e con scadenze lontanissime o con gradi di affidabilità, il rating, di livello basso. Inserito in portafoglio, accanto ad altre emissioni di bond il nuovo Btp Valore contribuirà ad incrementare le entrate finanziarie.

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23 febbraio 2026