Lucio Presta sorride quando gli ricordano l’anagramma coniato da Roberto Benigni – “il più scaltro” – ma non rinnega il carattere che negli anni gli ha cucito addosso la fama di stratega implacabile. Al Corriere della Sera si definisce così: «Ma io non brucio: io mi incendio».
È il ritratto di un uomo che rivendica le proprie scelte, anche quando hanno lasciato macerie. Nel libro L’uragano (Piemme) ripercorre una carriera fatta di trionfi e rotture, ascolti record e cause legali, amicizie indissolubili e strappi dolorosi. E lo fa senza sconti. «Non c’è una bugia né un fatto edulcorato. Solo verità».
L’amicizia finita con Paolo Bonolis
Tra le pagine più amare c’è la fine del rapporto con Paolo Bonolis, definito dallo stesso conduttore “l’amico che mi manca”. Presta non nasconde il dolore: «Ci siamo voluti un bene dell’anima. Io sono stato al suo fianco in tutti i suoi momenti bui e lui c’è stato in tutti i miei momenti difficili: sono molto addolorato per la fine della nostra amicizia».
Poi l’affondo sulla rottura con Sonia Bruganelli: «Quando sua moglie – spinta da una smisurata sete di potere – ha utilizzato una lama affilata per provare a uccidermi, non potevo rispondere con i fiori. Dovevo rimettere i fatti in riga». Parole che segnano una frattura pubblica e definitiva.
Amadeus e la “memoria corta”
Altro capitolo scottante è quello dedicato ad Amadeus.
Presta rivendica il ruolo avuto nei suoi Festival di Sanremo e accusa l’entourage del conduttore, in particolare la moglie Giovanna Civitillo, di aver lavorato contro di lui. «Persone a lui vicine gli sussurravano all’orecchio cose sbagliate. Così si è voluto affrancare da chi lo aveva aiutato a diventare il numero uno».
Tagliente anche la battuta sul passaggio al Nove: «Era in cima, poteva chiedere tutto e ha pensato che il mio fosse un lavoro semplice. Ma la vita gli ha dimostrato subito, in un’ora, che non è così». E aggiunge: «Sapevo che al Nove sarebbe andato a sbattere. Non è come Fazio: Che tempo che fa è il programma di Fazio, non è Fazio che conduce Che tempo che fa».
Maria De Filippi e il riconoscimento mancato
Con Maria De Filippi il rapporto non è mai decollato. Presta rivendica un ruolo nella crescita di Amici durante il Festival: «Sono cresciuti loro ed è cresciuto il brand. Ma lei non ci ha riconosciuto nessun merito».
La conseguenza? «Le ho ricordato che nel salotto buono della televisione non ero entrato grazie a lei, ma mi ci aveva già trovato». E racconta che, da quel momento, gli artisti che lavoravano con lui sarebbero stati tenuti lontani dai programmi della conduttrice.
Gli errori e le ferite
Non solo accuse. Presta ammette anche i propri sbagli, come l’addio alla Rai con Amadeus: «Due programmi, due flop. Guadagnammo molti soldi, ma purtroppo fu un errore».
Resta invece una ferita aperta la chiusura del programma della moglie Paola Perego: «Quello che ha passato Paola non lo potrò mai dimenticare. Per mesi non è uscita di casa, ha perso sedici chili. E da allora la sua carriera è completamente cambiata».
Ultimo aggiornamento: lunedì 23 febbraio 2026, 08:56
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