di
Chiara Maffioletti

Il vicedirettore di Rai Sport ha condotto la cerimonia di chiusura riempiendola di nozioni e commenti molto precisi. Tanto che alcuni passaggi sono parsi – a chi ha seguito il commento alla cerimonia inaugurale di Petrecca – «frecciatine» all’ex direttore

Vince – a mani basse – la medaglia d’oro della telecronaca Auro Bulbarelli, vicedirettore di Rai Sport richiamato dalla Rai per commentare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi dopo che il suo ex direttore, Petrecca, lo aveva sostituito in corsa per quella d’apertura. Il giornalista ha condotto una serata perfetta, rispondendo con competenza, professionalità e una grande capacità narrativa al commento di Petrecca, le cui gaffe erano immediatamente  diventate un caso.

Lo stile di Bulbarelli, maturato in anni dedicati all’approfondimento – specialmente sportivo – è sembrato ad alcuni osservatori una risposta diretta a Petrecca. Tanto che qualcuno, sui social, ha notato come si fosse quasi di fronte a «trollate» all’indirizzo dell’ex direttore di Rai Sport



















































Alcuni passaggi non sono passati inosservati: «Con l’accensione dei cinque cerchi ora possiamo ufficialmente dire che anche l’Arena (di Verona, ndr.) è uno stadio olimpico»: notazione precisa, che alcuni hanno però collegato all’ormai celebre «Benvenuti allo stadio Olimpico» con cui aveva esordito Petrecca nella sua diretta da San Siro.

E ancora, quel «qualcuno potrebbe non riconoscerli» con cui Bulbarelli ha introdotto «De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner»: «Questi signori sono i campioni della staffetta del fondo vincitrice a Lillehammer». Una notazione doverosa e precisa, certo: ma che in molti hanno messo in parallelo al fatto che nella cerimonia d’apertura i campioni del mondo della pallavolo – tra gli ultimi tedofori – erano rimasti quasi tutti senza nome, quasi perfetti sconosciuti per chi stava commentando l’evento.

A quelle lacune Bulbarelli ha risposto con una preparazione capillare: dalla spiegazione dell’origine dei colori della bandiera italiana (così lontano dalla battuta di Petrecca: «Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera»), ai nomi con tanto di età di tutti i protagonisti della cerimonia (dai volti della scenografia iniziale al più anziano tra i volontari). 

Il ribaltamento di prospettiva è proseguito anche quando Bulbarelli ha ricordato Ghali, mai nominato da Petrecca perfino durante la sua esibizione. Mentre Achille Lauro si è incamminato verso il palco dell’Arena, dove avrebbe poi eseguito «Incoscienti giovani», i commentatoti hanno voluto «chiudere il cerchio citando Ghali…».

Bulbarelli era stato allontanato dalla cerimonia di apertura, ufficialmente, per una «gaffe» che in realtà era uno spoiler, cioè l’aver anticipato la sorpresa del Presidente Mattarella – la sua presenza «paragonabile a quello che fece la Regina Elisabetta per Londra 2012», il tour nel tram guidato da Valentino Rossi, video mandato in onda prima dell’inizio dell’evento. 

In chiusura, il giornalista, che ha commentato la serata assieme a Cecilia Gasdia e Fabio Genovesi, dopo aver ricordato l’eredità di queste Olimpiadi, tra cui «la variante di Longarone, quella di Cortina, un miliardo di investimenti solo in Lombardia», ha voluto mandare un ultimo messaggio; e dopo aver ringraziato proprio tutte le persone della Rai che si sono impegnate per l’evento, ha dedicato «tutto il lavoro di questi giorni» ad Alessandro Tiberti, giornalista di Rai Sport scomparso poche settimane fa, «un maestro che ci ha insegnato come affrontare i problemi, quelli veri. Un amico e un uomo vero».

23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 11:17)