di
Sara Gandolfi
Detto anche «Il Signore dei Galli», Nemesio Oseguera ha costruito la sua carriera criminale arruolandosi prima in polizia e poi sposando la “rampolla” di una famiglia di riciclatori
Nemesio Oseguera Cervantes, noto con il diminutivo di «El Mencho» o con il soprannome di «El señor de los gallos», fondatore e «líder máximo” del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), l’uomo più ricercato del Messico e di tutto il Nord America, non era un poliziotto come gli altri.
Gli altri, spesso, a quelle latitudini si fanno corrompere, intascano mazzette in cambio di protezione e omertà. Lui ha deciso di studiare dall’interno come funziona la polizia per poi costruirsi un Cartello tutto suo, creare uno stato dentro lo stato e diventare «il capo dei capi» dei narcos. Fino alla morte, domenica, ucciso a 59 anni in un raid dei suoi ex colleghi a Tapalpa, un paesino nella Sierra Madre dello stato di Jalisco.
Nato il 17 de julio 1966 in una piccola comunità, Naranjo de Chila, nello stato del Michoacán, il giovane Nemesio abbandondò la scuola subito dopo le elementari per aiutare la famiglia nella raccolta degli avocados. Appena adolescente, negli anni Ottanta, emigrò negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Venne arrestato varie volte in California per crimini minori finché, all’inizio degli anni Novanta, assieme al fratello minore, Abraham, cominciò a spacciare eroina. Un passo falso, tentarono di vendere alcune dosi a due poliziotti sotto copertura, e vennero arrestati e poi deportati.
Benché il suo coinvolgimento nel mercato della droga fosse noto anche in Messico, qualche anno dopo il rimpatrio «El Mencho» riuscì ad arruolarsi nelle fila della polizia di Tomatlán, un comune dello stato di Jalisco e ben presto passò dall’«altra parte», entrando nella rete di sicari che proteggeva un boss locale, Armando Valencia Cornelio, alias «El Maradona». Fu così che Oseguera Cervantes entrò per la prima volta in contatto con il Cartello Milenio, un’organizzazione alleata di Ignacio Coronel Villarreal, membro del Cartello di Sinaloa e braccio destro di El Chapo. I trafficanti di questo gruppo trafficavano droga, gestivano le finanze e fungevano da sicari per il Cartello di Sinaloa a Jalisco e Colima.
Dopo la morte di Coronel e la cattura del leader del Cartello Milenio, Óscar Orlando Nava Valencia, alias «El Lobo» (il lupo), il gruppo criminale si divise in due fazioni: Los Torcidos e La Resistencia. Vinsero Los Torcidos. «El Mencho», nel frattempo, aveva costruito la sua carriera interna sposando Rosalinda González Valencia, rampolla di una narco-famiglia molto potente, e assieme ai fratelli della moglie, “Los Cuinis”, esperti in riciclaggio, ribattezzò quella gang locale nel Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG). La trasformazione da poliziotto a capo dei narcos era completata.
Il Cartello Jalisco Nueva Generación si è trasformato molto rapidamente da gang locale degli stati di Jalisco e Colima in una organizzazione radicata in quasi la metà del territorio messicano, anche grazie alla cattura dei leader dei cartelli rivali, al reclutamento di esperti di finanza internazionale e di chimici in grado di «fabbricare» nuove droghe sintetiche e a un uso feroce della violenza per eliminare gli avversari, i cui corpi sono spesso stati ritrovati decapitati o smembrati. «È una delle organizzazioni criminali transnazionali più potenti, influenti e senza pietà del Messico», scriveva già una decina di anni fa la Dea, l’ente anti-droga americano. Il suo core-business è sempre stato il traffico di mentanfetamina e fentanyl verso Stati Uniti ed Europa, con una filiera anche verso l’Asia, ma come una piovra il Cartello di “El Mencho” ha infiltrato i suoi tentacoli in tutti i settori dell’economia messicana, dall’allevamento all’edilizia.
È solo dopo l’ultima cattura di Joaquín «El Chapo» Guzmán, nel 2016, che «El Mencho» diventa il «capo dei capi». Da allora, Oseguera è il «fuggitivo» più ricercato in Messico e negli Stati Uniti.
Negli ultimi report, risulta che il Cartello Jalisco Nueva Generación, la «multinazionale del fentanyl», sia presente in ben 40 Stati del mondo. «Il Cartello utilizza le sue vaste risorse finanziarie, una struttura stile “franchising”, la propensione alla violenza e l’accesso a funzionari corrotti per mantenere e ampliare la sua infkuenza sul narcotraffico illecito in Messico», indica la Dea. Sulla testa di «El Mencho» pendeva una taglia di 30 milioni di pesos in Messico e di ben 15 milioni di dollari in Usa.
Nel febbraio 2025 il Dipartimento di Stato americano ha designato il CJNG come «organizzazione terrorista». Oseguera era la «preda» che da tempo Donald Trump chiedeva alla presidente Claudia Sheinbaum.
23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 12:59)
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