di
Paolo Tomaselli
Il tecnico nerazzurro: «Dobbiamo solo continuare a fare quello che stiamo dimostrando di sapere fare negli ultimi mesi»
Scusi Chivu, sarebbe vergognoso essere eliminati da una squadra espressione di una cittadina di cinquantamila abitanti alla sua prima stagione in Champions? La domanda norvegese non coglie impreparato l’allenatore dell’Inter: «Non ci sarebbe niente di vergognoso, perché noi rispettiamo il nostro avversario, il suo lavoro e il suo progetto. È nella sua domanda che non c’è rispetto».
La vigilia del ritorno del playoff di Champions è per forza di cose giocata sul filo dei nervi e della psicologia: «La mia squadra ha solo bisogno di ritrovare l’erba – dice Chivu in riferimento al pessimo campo sintetico trovato in Norvegia, costato l’infortunio a Lautaro – . Sono grato ai ragazzi per la vittoria di Lecce, perché venivamo da una settimana di m… dopo il caso Bastoni e la sconfitta all’andata, nella quale non siamo stati all’altezza. Adesso abbiamo il dovere di provare questa rimonta: se c’è una squadra che può riuscirci è la nostra. Sappiamo che non sarà semplice, che la partita può durare anche più di 120 minuti, che possiamo anche subire un gol e che loro hanno vinto in casa dell’Atletico, dove noi abbiamo perso. Ma dobbiamo essere pronti, senza frenesia. In fin dei conti dobbiamo continuare a fare quello che stiamo dimostrando di sapere fare negli ultimi mesi».
Chivu potrebbe ritrovare Dumfries in panchina, per qualche minuto extra. Più difficile il coinvolgimento di Calhanoglu. In avanti, senza Lautaro, la coppia Esposito-Thuram è favorita e per l’azzurro sarebbe la terza di fila da titolare per la prima volta in stagione. «Se penso ai consigli che davano i miei allenatori prima di una partita da rimontare? Io non ascoltavo mai l’allenatore – dice Chivu – pensavo solo a non deludere i miei compagni. Forse se avessi ascoltato di più, avrei vinto qualcosa di più, ma ero fatto così».
23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 15:03)
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