Per molti rimasto l’affascinante Dr. Mark Sloan di Grey’s Anatomy, Eric Dane è morto il 19 febbraio all’età di 53 anni, nemmeno un anno dopo essersi aperto con i media sulla sua diagnosi di SLA. Ma i primi, subdoli segnali della malattia, come spesso accade, si erano manifestati parecchio tempo prima. Circa diciotto mesi prima di ricevere la diagnosi ufficiale da parte dei medici, l’americano Eric Dane aveva infatti iniziato a notare qualche anomalia, anche se inizialmente aveva sottovalutato la cosa. Durante una toccante intervista televisiva a Good Morning America rilasciata lo scorso giugno, Eric Dane aveva ammesso: «Avevo cominciato a percepire una certa debolezza nella mano destra, ma all’inizio non ci avevo dato peso». Quindi, nel corso dell’intervista, aveva aggiunto: «Mi dicevo che forse avevo usato troppo il telefonino o che la mia mano fosse semplicemente affaticata. Ma qualche settimana dopo, ho capito che la situazione stava peggiorando».
Eric Dane e la SLA: dal primo segnale della mano indebolita alla diagnosi
Da quelle prime, insospettabili avvisaglie aveva avuto inizio un lungo e frustrante percorso di visite mediche per capire che cosa stava accadendo. «Prima sono andato da uno specialista della mano, che mi ha mandato da un altro specialista. Quindi mi hanno dato una visita con un neurologo, che mi ha rimandato a un altro collega, il quale mi ha detto: “Questa situazione va oltre le mie competenze”». Dopo nove mesi di visite una via l’altra, l’attore Eric Dane ha ricevuto la diagnosi definitiva: sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa rara e progressiva che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale, rendendo sempre più difficile muoversi, parlare, mangiare e, nella fase terminale, respirare.
I primi segnali di SLA sono spesso subdoli e fraintesi con normale stanchezza
Come la vicenda di Eric Dane insegna, i sintomi iniziali della SLA possono essere subdoli e di non facile individuazione, tanto da venire presi sotto gamba dallo stesso paziente. Secondo quanto si legge in un approfondimento dell’Ospedale San Raffaele, «La SLA si manifesta inizialmente con sintomi subdoli e spesso aspecifici, che possono variare a seconda delle aree del sistema nervoso coinvolte. Riconoscere i primi segnali è cruciale per una diagnosi precoce. Questi sono: debolezza muscolare localizzata spesso in un arto (per esempio, con difficoltà a sollevare un oggetto o a camminare) o nella muscolatura facciale; crampi e fascicolazioni, con movimenti involontari dei muscoli, percepiti come contrazioni rapide; alterazioni nella voce, cambiamenti nella capacità di parlare chiaramente, con difficoltà di articolazione o tono nasale; rigidità e spasticità, con contrazioni muscolari rigide e movimenti limitati. I sintomi sensitivi (formicolii, perdita di sensibilità) non sono assolutamente tipici della SLA e la loro presenza dovrebbe indirizzare il medico verso altre possibili diagnosi. Poiché questi sintomi possono sovrapporsi ad altre condizioni, è fondamentale in ogni caso rivolgersi a un medico specialista per un adeguato inquadramento».