di
Viviana Mazza

La storica: «I rapporti Stati Uniti ed Europa non torneranno mai come prima»

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – «Gli Stati Uniti hanno molto potere ma non possono costringere gli ucraini alla resa», dice al Corriere Anne Applebaum, storica, vincitrice di un Pulitzer e firma della rivista The Atlantic. «È importante capire che i russi non stanno vincendo. Non stanno avanzando, in realtà negli ultimi giorni hanno perso alcuni territori. La linea del fronte di questa guerra è qualcosa di mai visto nella Storia: è completamente trasparente, nel senso che gli ucraini hanno i droni più sofisticati del mondo, conducono una guerra elettronica, sono in grado di vedere ogni russo — mezzi e persone — che entrano nella zona di guerra e ne stanno uccidendo un numero enorme».

E gli ucraini uccisi?
«Non so il numero esatto ma si dice che sia molto inferiore. È una guerra molto strana adesso perché i russi, non potendo avanzare, stanno attaccando i civili usando la superiorità aerea: hanno danneggiato gli impianti energetici e centrali elettriche. È successo negli ultimi due mesi: prima non erano in grado, perché l’Ucraina aveva maggiori difese aeree, ma ora ne ha di meno perché gli Usa si sono tirati indietro e perché la Russia ha cambiato la propria economia per focalizzarsi sulla produzione di missili».



















































Cosa pensa dei negoziati?
«I russi non stanno davvero negoziando. Non hanno ancora rinunciato al loro obiettivo principale, la distruzione dell’Ucraina come nazione. Putin non ha mai detto che vuole porre fine alla guerra. Gli ucraini hanno detto più volte che vorrebbero un cessate il fuoco, i russi no. Gli ucraini continuano a negoziare per molte ragioni: si possono decidere piccole cose come gli scambi di prigionieri, ma non credono che la guerra finirà quest’anno. Finirà quando i russi smettono di combattere e allora potremo parlare dei confini, della centrale nucleare… ma è inutile se prima i russi non smettono di combattere e riconoscono che l’Ucraina è un Paese che non sono riusciti a sconfiggere dopo 4 anni. E questa è una lezione per chiunque creda che un Paese più grande vinca automaticamente».

Gli ucraini non temono che la Casa Bianca li costringa a un accordo a condizioni che non vuole?
«La Casa Bianca non può costringerli perché la Casa Bianca non li sta più sostenendo. Gli Usa forniscono l’intelligence, ma hanno smesso di dare equipaggiamento o soldi l’anno scorso. Ora sono gli europei a farlo. E una parte importante dell’arsenale sono i droni di Kiev che ha totalmente reinventato la propria industria della difesa. Ovviamente i russi hanno più capacità in termini di truppe, ma gli ucraini hanno la superiorità tecnologica».

Crede che ci saranno nuove elezioni in Ucraina?
«Per Zelensky va bene, ma per farlo deve esserci un cessate il fuoco, non si può sotto le bombe, e dovrebbe durare più di un giorno, per preparare le elezioni. È una strana conversazione quella sulle elezioni: la Russia non fa vere elezioni da vent’anni, l’unica ragione per cui ne parliamo in Ucraina è che la Russia lo vuole. E Zelensky ha deciso di assecondare la cosa, ma la precondizione è la tregua».

Le notizie sulla corruzione nel governo danneggeranno Kiev?
«Si dovrebbe parlare della corruzione in tre posti: in Ucraina, in Russia e negli Stati Uniti. L’Ucraina ha avuto un recente scandalo, scoperto dallo Stato ucraino, dai funzionari pubblici, ne hanno scritto i giornali e il risultato sono state le dimissioni di persone importanti, incluso il consigliere più stretto di Zelensky. La Russia è uno dei Paesi più corrotti del mondo, il furto dalle casse pubbliche è diffuso, nessun giornalista ne scrive, nessuna trasparenza. Se ci preoccupiamo della corruzione dovremmo preoccuparci della Russia. E degli Stati Uniti dove abbiamo un presidente che fa soldi con la politica estera, aziende legate al presidente che accettano enormi pagamenti dagli Emirati possibilmente in cambio di favori e della vendita di chip avanzati. E i negoziati con l’Ucraina vengono condotti dal genero del presidente e da un suo amico immobiliarista, che intanto parlano d’affari con aziende russe. È la politica estera americana più corrotta che si ricordi in tempi moderni. Ed è inimmaginabile che l’Fbi indaghi su Trump ma l’equivalente ucraino ha indagato su Zelensky».

Crede che l’Europa non potrà più dipendere dagli Usa — anche se venisse eletto un presidente democratico dopo Trump?
«Anche se ci fosse un presidente democratico, sarà tra tre anni e ovviamente non c’è garanzia. Gli Stati Uniti saranno un Paese diverso e anche l’Europa sarà diversa. Nulla tornerà come prima. Dopo Giulio Cesare non si è tornati alla Repubblica romana».

23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 22:30)