Il direttore artistico e la co-conduttrice Laura Pausini si sono commossi ricordando Pippo Baudo
23 febbraio 2026 (modifica alle 15:44) – SANREMO (IM)
È primavera o quasi a Sanremo anche se, fra chi ci vive, qualcuno si lamenta di come il Festival, sempre più diffuso con i suoi eventi e non solo “confinato” all’Ariston, renda la città una sorta di ingorgo vista-mare. Si rifaranno con l’impatto economico per il territorio da oltre 200 milioni di euro, almeno stando a uno studio di Jfc, con più di 36 mila presenze. E, del resto, la conferenza stampa di presentazione della rassegna al via domani si apre con una lunga fila di aziende partner che raccontano il perché e il percome associano volentieri il loro brand al Sanremo multimediale. Un Festival in cui la Rai cerca di sfruttare l’onda dei Giochi, che hanno portato “ben oltre i 20 milioni” di raccolta pubblicitaria, “più del doppio di Parigi”, dice la dirigenza: segnalate finora “interazioni social 500 volte in più rispetto allo stesso periodo del 2025”, puntando molto su Instagram e TikTok. Con la novità di Sotto Sanremo, un modo inedito di raccontare il dietro le quinte in esclusiva su RaiPlay. Non mancheranno le incursioni virtuali e quotidiane di Fiorello e Biggio con La pennicanza. A proposito di Giochi, arriveranno anche le azzurre Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, sul palco mercoledì insieme a due atleti paralimpici, Giacomo Bertagnolli, con la sua guida Andrea Ravelli, e Giuliana Turra.
Dolby—
Ok, ma la musica, da quest’anno anche in Dolby Atmos, “cupola di suoni immersiva”, dicono gli esperti? “Al Festival con Laura Pausini lavoro con un pranzo insieme da marzo – spiega Carlo Conti, salvo sorprese all’ultima conduzione –: sarà un’edizione con tante sonorità diverse, dal country al rock, dal pop al latino, con ospiti che sono pilastri internazionali della nostra musica come Eros, Laura, Bocelli, Tiziano Ferro. Il mio è un Festival baudiano e lo dedico doverosamente a Pippo che non c’è più”. In piena tendenza nazional-popolare, Conti annuncia anche, tra gli ospiti, Anna Pratesi, 105 anni da Chiavari, che votò nel giugno 1946 quando l’Italia decise fra repubblica e monarchia.
Scuola—
“Cosa mi ha convinto? La professionalità e la serenità di Conti – interviene Laura Pausini, co-conduttrice e vincitrice qui nel 1993 con La solitudine – una serenità che non ho mai sentita associata a Sanremo, un posto che mi fa venire voglia di prendere il Lexotan” (o il “Carlotan”, ironizza Conti). Ma, spiega Laura, “ora mi sento più tranquilla, ho avuto una prima proposta di condurre circa 15 anni fa ma non mi sono mai sentita così pronta. All’estero ho presentato programmi tv musicali e forse li ho vissuti come una scuola per poi arrivare qui a Sanremo. Mi incuriosisce verificare cosa succederà delle canzoni alla fine del Festival, vista la varietà di suoni e la sua attualità e spero che un’altra donna possa viaggiare nel mondo con la musica italiana. Le polemiche contro di me sui social? Non penso che in Italia io sia meno amata”. Laura spiega pure di aver chiesto a Baudo, nel marzo scorso, un parere sull’opzione-Sanremo. Che le ha risposto: “Cosa aspetti?”. Resta la sensazione che la scelta della Pausini accanto a Conti sia da verificare sul palco.
Il caso “pucci”—
Conti smentisce infine la voce di un invito alla premier Giorgia Meloni e torna sul caso-Pucci definendosi un “uomo libero, un giullare orgoglioso di farlo”, anche se preoccupato per le sorti della sua Fiorentina e per gli orari del ritorno di giovedì sera in Conference League (“Spero evitino i rigori…”). Ancora su Pucci: “Meglio che mi dicano che non so fare il mio lavoro piuttosto che mi sono fatto tirare la giacchetta per invitare un comico o l’altro. Pucci è stato ospite in miliardi di trasmissioni, l’ho visto a teatro e non ho trovato nulla di sconvolgente. Io scelgo l’artista, non chi vota. Mi dispiace per lui ma lo capisco”. E a chi lo considera troppo tradizionale, Carlo cita Olly, vincitore un anno fa: “Se non è innovazione il suo successo…”. La parola al palco.
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