I confini nell’ecosistema Apple non sono mai stati così sfocati, una tendenza che sarà ancora più accentuata quest’anno. Lo scorso anno iPadOS ha adottato alcune funzionalità che hanno permesso al sistema di allinearsi a funzionalità offerte da macOS e rendero per molti versi equiparabile: la nuova barra dei menu (per accedere ai comandi disponibili in un’app scorrendo verso il basso dalla parte superiore dello schermo o spostando il cursore verso l’alto), migliorie nella gestione delle finestre (con nuove funzioni che aiutano l’utente a controllare e organizzare le finestre aperte e a passare da un’app all’altra) e altro ancora  che assottigliano sempre di più il confine tra i tablet e i computer made in Cupertino.

A breve dovremmo vedere una convergenza non solo a livello di interfaccia ma anche hardware, con nuovi Mac che funzioneranno con il chip di un iPhone; tra qualche mese dovrebbe toccare poi all’iPhone Fold (con interfaccia che dovrebbe ricordare un iPad) e per fine anno si vocifera di un MacBook Pro con chip M6 previsto con touchscreen e chip-modem, alla stregua di una sorta di iPad Pro elevato all’ennesima potenza.

Mettendo insieme quesiti elementi, il blogger Matt Birchler si chiede se non sia arrivata ora per Apple di mettere fine a iPadOS, rispondendo alle crescenti frustrazioni degli utenti. Da una parte abbiamo infatti i possessori di iPad Pro che adorano i loro dispositivi ma si sentono perennemente soffocati dalla mancanza di funzionalità presenti invece su macOS; dall’altro gli utenti degli iPad base che non amano le troppe complicazioni e vorrebbero un’interfaccia tutta incentrata sulla semplicità.

Il MacBook Pro con schermo touch arriva tra un anno - macitynet.it

Una netta distinzione tra iPad base e modelli Pro

Birchler inviata Apple a fare una netta distinzione nella gamma iPad, applicando una scissione del sistema, proponendo iPad classico e iPad Air con iOS (per permettere agli utenti di ritrovare la semplicità d’uso del touch senza complessità non richieste dal sistema di gestione delle finestre); l’iPhone Fold con il suo pannello da 8” (da aperto) seguirebbe la linea della semplicità cin un’interfaccia iOS ottimizzata per questo formato ibrido.

L’iPad Pro, invece, secondo il blogger non dovrebbe sfruttare iPadOS, non accontentarsi di scimmiottare un Mac ma diventare un Mac a sé stante, con una vera e propria versione ottimizzata di macOS. Apple potrebbe in questi modo risolvere le frustrazioni di chi chiede funzionalità avanzate e coerenti. Il presunto arrivo di un MacBook Pro con interfaccia touch confermerebbe questa direzione, ottimizzando l’esperienza touch e offrendo un dispositivo in grado di adattare l’interfaccia all’utilizzo con le dita.

Differenze sempre più nulle tra iPad e Mac

A chi si oppone dicendo che l’interfaccia di macOS non è adatta per l’uso con le dita, Birchler fa notare che gli elementi dell’interfaccia di macOS non sono più piccoli di quelli di iPadOS. Confrontando i pulsanti della barra degli strumenti di un MacBook Pro da 14″ e di un iPad Pro da 11″ con lo zoom dello schermo predefinito, la differenza è quasi inesistente. A suo dire, il lavoro dietro le quinte è già iniziato da tempo: SwiftUI, Apple genera già interfacce virtualmente identiche per le due piattaforme. La transizione software diventerebbe quindi molto meno dolorosa di quanto pensano gli scettici.

Se si guarda inoltre a molte delle novità introdotte recentemente da iPadOS, sono tutte pensate per avvicinare l’esperienza a macOS: dalla gestione delle finestre, alla possibilità di gestire mouse e tastiera, Apple ha finito per adottare meccanismi di funzionamento di macOS dopo aver tentato approcci specifici per iPad che non hanno mai veramente convinto. Anziché continuare a sviluppare una pallida copia, Birchler suggerisce che Apple farebbe meglio ad adottare l’originale… La convergenza perfetta non è ovviamente semplice ma con l’iPhone pieghevole che si avvicina, la questione della coerenza nel software di sistema diventa prioritaria.