di
Timothy Ormezzano
La sconfitta in casa del Genoa fatale al tecnico del Torino Marco Baroni: la società ha ufficializzato l’esonero. Annunciato l’arrivo dell’ex allenatore del Parma: ha firmato fino a giugno
La spia rossa lampeggiava già da un po’, ma dopo il ko di Marassi quella luce è diventata fissa. Come l’idea di dover dare una scossa. Il Toro, scivolato nelle zone più pericolose della classifica, ha cambiato guida tecnica: fuori Marco Baroni, dentro Roberto D’Aversa. L’annuncio nel tardo pomeriggio di lunedì: il club granata ha esonerato il tecnico fiorentino, ringraziandolo «per l’attività fin qui svolta con impegno e correttezza» e augurandogli «il meglio nel proseguimento della carriera». Poi il benvenuto ufficiale al successore, che «ha firmato un contratto sino al 30 giugno 2026».
Per Baroni è stata dunque fatale la sconfitta (3-0) in casa del Genoa, costata l’aggancio degli stessi rossoblù in classifica. Uno scivolone pesante, seguito dall’eloquente silenzio stampa di Baroni. Il tutto mentre il presidente Urbano Cairo lasciava il Ferraris alla volta dei suoi uffici milanesi, dove con il ds Gianluca Petrachi ha preso atto che fosse arrivato il momento di intervenire, ricevendo subito la disponibilità di D’Aversa.
I conti non tornano, se nelle ultime dieci giornate sono arrivati sette ko, un pareggio e appena due vittorie. «Pensavamo di vivere un campionato diverso», aveva recentemente ammesso Baroni, che chiude la sua vicenda torinese con 4 punti in meno di quelli che l’anno scorso, dopo 26 giornate, aveva ottenuto Paolo Vanoli. Dopo la settima sconfitta stagionale con almeno tre gol di scarto, i granata sono tornati ad avere la peggiore difesa del campionato con 47 reti subite (1,8 di media a partita). Inutile la settimana di ritiro decisa un mese fa, dopo il 6-0 subìto in casa del Como. Inutile il ritiro anticipato di 24 ore prima della trasferta genovese.
D’Aversa è chiamato a risollevare alla svelta le sorti di una squadra che ha un potenziale sicuramente migliore della sua classifica attuale. Il tecnico, che martedì pomeriggio dirigerà il primo allenamento al Filadelfia e domenica (ore 18) debutterà al Grande Torino contro la Lazio, si è dunque legato ai granata per i prossimi quattro mesi. Dovrà traghettare la squadra in acque meno agitate, cercando di guadagnarsi la conferma per l’anno che verrà.
D’Aversa ritroverà Ismajli, Anjorin e Marianucci, già allenati all’Empoli, la sua ultima squadra. E proseguirà nel solco tattico tracciato da Baroni. Nessuna rivoluzione drastica, perché il suo credo calcistico è proprio il 3-5-2, modellabile eventualmente in un 3-4-2-1. Il tecnico nato a Stoccarda, 51 anni ad agosto, ha ottimi rapporti con il ds Petrachi. E riporta al Filadelfia Salvatore Sullo, il suo vice, volto noto alla piazza granata per essere stato il braccio destro di Gian Piero Ventura negli anni dell’Europa League.
Corsi e ricorsi storici. D’Aversa nel 2024 era stato esonerato dal Lecce dopo un brutto scontro con l’attaccante Henry, nel finale di un match contro il Verona allora allenato proprio da Baroni. Nello stesso anno, d’estate, la firma con l’Empoli: buon avvio di campionato, semifinale di Coppa Italia, con clamorosa eliminazione della Juventus e uscita contro il Bologna, prima della retrocessione e della separazione dai toscani.
Ora l’approdo in corsa al Toro, per raddrizzare la rotta e la stagione. C’è da raggiungere la salvezza matematica al più presto, prima dell’ultima giornata, per non doversi giocare tutto nel derby contro la Juve.
23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 21:52)
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