di
Mario Sensini
Via libera della Camera, il testo ora passa all’esame del Senato, che avrà i minuti contati per la conversione in legge del decreto, che scade il prossimo primo marzo. Resta il taglio alle agevolazioni per gli editori per la carta
Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto Milleproroghe, approvata con 177 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti. Il testo ora passa all’esame del Senato, che avrà i minuti contati per la conversione in legge del decreto, che scade il prossimo primo marzo. Dopo aver chiuso tutte le porte agli emendamenti sia di maggioranza che di opposizione proprio per la ristrettezza dei tempi di esame, dal Governo sono però arrivate ieri le prime aperture alla richieste di modifica dei parlamentari.
Lo ha fatto accogliendo alcuni dei 130 ordini del giorno in cui sono stati trasformati gli emendamenti, prendendo di fatto un impegno politico a intervenire su alcuni temi scottanti. Tra questi il rinvio della tassa sui piccoli pacchi di provenienza extra comunitaria, la riduzione dei compensi ai Caf, ma anche gli interventi sulla rete idrica della Basilicata sollecitati dal Pd.
Con il primo provvedimento utile, dunque, l’esecutivo si è impegnato a sospendere la tassa da due euro sulle spedizioni di piccolo valore, come chiesto da Fratelli d’Italia, ma anche a rivalutare la riduzione dei compensi ai Centri di Assistenza Fiscale, prevista dalla Legge di Bilancio ‘26. Parere favorevole anche all’ordine del giorno di Giulio Centemero, della Lega, per lo slittamento al 2027 dell’aumento dell’aliquota al 33% dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sugli altri proventi derivanti dalle operazioni in cripto-attività, e a quello del collega di partito Alberto Gusmeroli, che propone di estendere la rottamazione anche alle cartelle degli enti previdenziali.
Lo stop alla tassa sui pacchi, anche in vista delle analoghe misure Ue, potrebbe scattare con il decreto fiscale atteso nei prossimi giorni. Potrebbe essere anche lo strumento per riaprire i termini della rottamazione a chi non ha versato la prima rata, ora scaduti. Resta, invece, il taglio al credito di imposta per l’acquisto della carta, che colpisce gli editori. La richiesta del Pd di prorogare gli sgravi al 2028 è stata bocciata.
24 febbraio 2026
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