L’ex ct della Nazionale è fiducioso sulla gara di ritorno dei playoff di Champions League contro i turchi: “Spalletti ha esperienza e carisma. E se passi in vantaggio nei primi venti minuti…”
Giornalista
24 febbraio 2026 (modifica alle 10:29) – TORINO
“Il Galatasaray all’Ali Sami Yen è una squadra, fuori casa un’altra: c’è un abisso. Per la Juventus sarà complicato rimontare il 5-2 dell’andata, ma non impossibile. La storia è ricca di rimonte epiche, i bianconeri devono crederci e provarci”, assicura Cesare Prandelli, doppio ex della sfida. L’ex ct azzurro, oltre ad aver giocato nella Juventus (1979-85), dopo l’avventura alla guida dell’Italia (2010-2014) ha allenato a Istanbul.

Cesare Prandelli
allenatore
Nato nel 1957, ex centrocampista di Cremonese, Atalanta e Juve, ha allenato soprattutto Parma, Fiorentina e Nazionale.
Se la giocherebbe una pizza sulla Juventus agli ottavi?
“Una pizza, sì. Segnare tre-quattro gol a Osimhen e compagni senza subirne sarà difficile, ma dopo il primo tempo di Istanbul chi si sarebbe immaginato un Galatasaray che fa tre reti in 45 minuti ai bianconeri? La squadra di Spalletti può riuscirci, perché no? Se passi in vantaggio nei primi venti minuti, poi l’aspetto psicologico cambia”.
L’ultima grande rimonta in Champions della Juventus è quella della tripletta di Ronaldo all’Atletico (2019). Chi può essere il CR7 stavolta?
“Spalletti. Non scende in campo, ma è quello che ha più esperienza e carisma. Non mi aspetto invenzioni, penso punterà sui giocatori più affidabili. Galatasaray e Roma sono due partite in cui la Juventus si gioca la stagione e molti calciatori anche il futuro”.
Domani il Galatasaray, domenica la sfida a Roma per la corsa al 4° posto: si fanno i calcoli?
“No. La sfida col Galatasaray va vissuta come la più importante in assoluto. Non puoi avere due pensieri. Rimontare in Champions darebbe slancio per l’Olimpico. Ricordo la finale di Coppa Italia 1983: perdiamo 2-0 a Verona all’andata. Nel viaggio di ritorno, Tardelli, Platini e Cabrini ripetono a tutti: “La ribaltiamo”. E abbiamo vinto 3-0. Il Verona quell’anno arrivò quarto in Serie A… Il Galatasaray è forte e ha più giocatori internazionali di quelli che allenavo io nel 2014, però la Juve deve crederci. I tecnici e i grandi giocatori sono ottimisti”.
Se passi in vantaggio nei primi venti minuti, poi l’aspetto psicologico cambia
Cesare Prandelli
Il passaggio agli ottavi vale 15 milioni, il 4° posto 60: entrano questi conti nello spogliatoio?
“Il tecnico fa valutazioni tecniche, non economiche. E se i dirigenti aggiungessero questa pressione alla squadra sarebbero amministratori e non gente di calcio. I discorsi sui soldi devono restare fuori per evitare un harakiri”.
Yildiz e Bremer (soprattutto) sono in dubbio per domani: chi rischierebbe dei due?
“In questi casi sono i medici a consigliare gli allenatori: dipende se il rischio di peggiorare la situazione è del 10 per cento o superiore al 50. Rinunciare a Yildiz è sempre dura. Ma dovendo attaccare la velocità di Bremer è fondamentale per limitare Osimhen e le ripartenze turche”.
Una Juve che ha incassato 15 gol nelle ultime 5 partite come può non subirne contro Osimhen?
“Luciano aveva sistemato tutto, è difficile comprendere cosa sia successo nelle ultime gare. Non credo sia facile nemmeno per chi è alla Continassa. Spalletti ha esperienza: l’impressione è che in campo manchino due-tre giocatori caratteriali, gente che prenda in mano la squadra nelle difficoltà”.
“Almeno due tra Tonali, Donnarumma e Calafiori. Dopo aver blindato Yildiz, fossi nel club rinnoverei subito Spalletti, Vlahovic e McKennie. Un modo per dire: la base c’è, poi pensiamo al resto”.
Il mercato dipenderà dal quarto posto: sensazioni?
“Lotta intrigante e trafficata con Atalanta e Como. Roma o Juve? Sono convinto che andrà Fabregas in Champions: a Como c’è un’alchimia super”.
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