di
Mauro Giordano

L’ex autotrasportatore vive a Castel Maggiore (Bologna) con la moglie e i figli: «Sono malato e abito in una casa popolare. Non ero disperato e disoccupato. Dopo quella serata ho fatto qualche soldino con le ospitate nei locali»

Tutto quello che ha da raccontare sulla sera del 23 febbraio 1995, che lo ha consacrato all’immortalità televisiva, Pino Pagano dice di averlo scritto in un libro mai pubblicato: «Crude verità».

Tra voci, ricostruzioni, indiscrezioni, mezze frasi e puntualizzazioni questi 31 anni lo hanno portato a consegnarci qualcosa che sembra avvicinarsi molto a una verità: «Quella sera nella quale ho inscenato il tentativo di suicidio a Sanremo cercavo notorietà, volevo lavorare nel mondo dello spettacolo. Non era vero che ero disoccupato, certo non me la passavo benissimo e adesso forse mi va anche peggio ma non ero così disperato da volermi uccidere. Una cosa è certa, mi sono pentito di quel gesto compiuto a 38 anni. Non lo farei più».



















































La scaletta della prima serata di Sanremo 2026

Il tentato suicidio inscenato a Sanremo nel ’95 con Pippo Baudo

Se alla vigilia della 76esima edizione del festival della canzone italiana, con speciale dedica per Pippo Baudo, si parla ancora di lui, il 69enne che vive e ha sempre vissuto a Castel Maggiore (alle porte di Bologna) probabilmente il suo scopo lo ha raggiunto.

D’altronde quell’abbraccio all’Ariston con il conduttore siciliano che ci ha lasciato lo scorso agosto a 89 anni appartiene veramente alla storia della televisione e l’ex autotrasportatore a poche ore dall’ennesima prima serata del Festival ripercorre quei momenti senza aver perso il vecchio vizio: «Dite a Carlo Conti di invitarmi, fa ancora in tempo e realizzerebbe uno scoop. Per il resto Sanremo non lo guardo più da anni».

Il racconto di Pino Pagano: «Volevo essere famoso, me ne pento»

Oggi Pagano ha una moglie e due figli. Vive in una casa popolare. Cinque anni dopo quell’improvvisa notorietà un brutto male – come dice lui – «mi ha lasciato con un solo polmone, ormai sono vecchio e malato, non lavoro più e passo le mie giornate portando fuori il cane».

Sanremo 2026, la conferenza stampa della prima serata in diretta

Il coraggio di salire sulla balconata del teatro di Sanremo e di minacciare di buttarsi di sotto lo trovò grazie a qualche amaro: «Avevo comprato il biglietto, entrai e al bar in galleria mi riempii di Montenegro per farmi coraggio. C’era Luciano De Crescenzo. Lo avvicinai chiedendogli consigli per come pubblicare un libro ma mi disse che lui non poteva fare niente». 

Gli amari al bancone del bar e la balaustra

Poi eccolo dirigersi versoi 4 minuti entrati direttamente nel pantheon dei momenti sanremesi. «Scusate, c’è un signore scriteriato che sta lì affacciato alla balaustra…» disse il Pippo nazionale al pubblico dell’Ariston e a oltre 16milioni di spettatori italiani incollati allo schermo.

«Una vecchietta con la pelliccia di volpe rifiutava di spostarsi per farmi passare – ricorda Pagano -. Mi chiedeva dove volessi andare. “Spostati dai c…”, le dissi, la tirai via e scavalcai». 

La litigata con il conduttore siciliano a Castrocaro

Per tutto quello che è successo ha chiesto varie volte scuse a Baudo, soprattutto dopo la morte, anche perché le cose tra i due non sono andate a finire benissimo: «Litigammo in malo modo quando Gianni Morandi provò a mediare tra noi a Castrocaro, non molto tempo dopo quello che era successo a Sanremo. Pippo era molto arrabbiato con me, e ne aveva anche ragione, perché io avevo sbagliato, parlando davanti a una troupe di Rai 3 della verità su quella sera, che era tutto programmato. Avevo chiesto di spegnere le telecamere, ma mi hanno ripreso: mi hanno fregato. Gianni ha provato a fare da ambasciatore, ma alla fine mi ha detto che lui non ne voleva più sapere niente».

E come andarono le cose veramente? «Contattai dei giornalisti in Rai che conoscevo ai quali avevo parlato della mia voglia di fare successo e mi suggerirono di compiere quell’azione. Non sono mai stato pagato, solo Baudo mi ha dato 500mila Lire “ per un cappuccino” e per aiutarmi: anche se non è con lui che avevo preso gli accordi e ancora adesso non so se all’epoca sapeva che era stato organizzato tutto a tavolino. Certo, appena è venuto fuori si è dissociato».

La malattia e la vita nella casa popolare

La cosa che si è avvicinata di più a una carriera artistica sono state alcune ospitate nei locali, come succede(va) ai concorrenti dei reality: «Sì ho fatto qualche soldo con ospitate nei locali. Ho prodotto un disco con Umberto Maggi, ex bassista dei Nomadi. Si chiama Martina, era andato su tutte le radio».

Per la cronaca quel Sanremo lo vinse Giorgia con «Come saprei», che nei primi versi dice così: «Come saprei, capire l’uomo che sei». Forse aveva capito tutto Fiorello, che sei mesi dopo quella serata indimenticabile incontrò Pagano in un autogrill sulla Rimini-Bologna. «Facevo benzina, mi riconobbe e si mise a ridere: “Ma che gli hai combinato a Pippo?”». E sembra di poter sentire esclamare  il recordman dei conduttori di Sanremo: «Pino Pagano non l’ho inventato io».


Vai a tutte le notizie di Bologna

Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna

24 febbraio 2026 ( modifica il 24 febbraio 2026 | 12:10)