Reparto per reparto, tutte le esigenze di un gruppo a cui mettere mano. Sono 4 i ruoli in cui agire, per il resto…


Marco Pasotto

Giornalista

24 febbraio – 12:10 – MILANO

Rosa corta. Rosa poco profonda. Rosa con alcuni cambi non all’altezza. Rosa migliorabile. E via dicendo. Quando una stagione vira in negativo e si porta via i sogni di gloria, diventa quasi automatico mettere la squadra sotto il microscopio. Molti giudizi vengono rivisti, riscritti, a volte si ribaltano proprio. Ma è innegabile che questo Milan dovrà andare incontro a un restyling estivo. Sarebbe necessario anche in caso di scudetto.

lacune—  

Innanzitutto in termini numerici. La prossima stagione, al netto della matematica che deve ancora certificarlo, il Diavolo giocherà in Europa e quindi occorrerà aumentare il numero di armadietti a Milanello. Come migliorare la rosa? Nell’ambito dell’attuale 3-5-2 le posizioni più delicate, quelle che necessiterebbero in prima battuta di essere rafforzate, sono quattro: la casella del centravanti, i due esterni e la difesa. Il centravanti è un problema che il Milan si porta dietro da anni, tamponato prima con Ibra e poi con Giroud, ma affrontato dal club molto relativamente in termini di progetto quanto meno a medio termine. Quando il Diavolo ci ha provato, ha fatto flop (Gimenez). Allegri ha rimescolato più volte le carte, un po’ per scelta e soprattutto per necessità, ma il ricorso all’arrivo in prestito di Füllkrug è una prova evidente di quanto il ruolo sia lacunoso. Sulla corsia destra, dietro il titolare indiscusso Saelemaekers, c’è Athekame. Un profilo interessante ma acerbo. Avrebbe bisogno di crescere con più calma e non di avere responsabilità eccessive quando ci sono in ballo lo scudetto o i milioni della Champions. Anche a sinistra il reparto è a mezzo servizio. Bartesaghi ha strappato la titolarità a Estupinan, che però non si sta rivelando all’altezza quando viene coinvolto. In uno dei tre posti davanti a Maignan, infine, occorre un centrale di spessore ed esperienza. Queste le esigenze primarie. Una squadra che ambisce al titolo e a un cammino europeo dignitoso, deve elevare il livello dei riservisti.

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proiezioni e ipotesi—  

Difficile, a febbraio, immaginare la forma che potrebbe prendere la squadra in estate. Ma qualche riflessione su chi c’è adesso si può anche fare. In difesa pare scontata la cessione (in prestito) di Odogu, che ha conosciuto il mondo dei “grandi” ma ora come ora è fermo a 16 minuti stagionali. Ragionevole pensare che al suo posto arrivi quindi un centrale d’esperienza che offra una soluzione credibile in più oltre a Tomori, Gabbia, Pavlovic e De Winter. La mediana ruota intorno al grande Punto Interrogativo. Certo, con le maiuscole, perché parliamo di Modric. Luka entro la fine del campionato comunicherà cosa vorrà per sé dalla prossima stagione, e la dirigenza si regolerà di conseguenza. Degli altri centrocampisti, il più probabile all’addio è Loftus-Cheek. Ribadendo la situazione dubbia su Athekame ed Estupinan, si passa all’attacco dove la situazione è piuttosto fluida. Difficile sbilanciarsi su un nome sicuro con estrema certezza di restare. Leao parrebbe quello più “tranquillo”, ma non è ritenuto un vero e proprio incedibile. Pulisic andrà in scadenza e molto, se non tutto, dipenderà dall’eventuale firma su un contratto che tarda a essere messo nero su bianco. Su Nkunku restano perplessità diffuse, per Gimenez è facile che il club cerchi un acquirente e Füllkrug si giocherà le chance di riscatto (non scontato, sebbene la cifra sia irrisoria) in questi ultimi tre mesi.