di
Sara Gandolfi

L’intelligence messicana e i droni americani seguivano da tempo l’amante del capo del Cartello Jalisco Nueva Generacion. Di lei si sono perse le tracce, lo ha tradito per la taglia da 15 milioni?

«Cherchez la femme», troverete l’uomo. La trappola dell’amante ha funzionato anche stavolta. Così era stato catturato l’8 gennaio 2016 Joaquín “El Chapo” Guzmán, capo del Cartello di Sinaloa, incastrato dai suoi incontri con l‘attrice Kate del Castillo. Così è stato individuato, dai droni della nuova agenzia interforze anti-droga Usa, il nuovo “capo dei capi” dei narcos messicani, Nemesio Oseguera Cervantes, detto «El Mencho». 
Il capo del Cartello Jalisco Nueva Generacion era nascosto in una delle zone residenziali più esclusive dello stato di Jalisco, una lussuosa baita immersa tra le montagne, nel complesso turistico «Tapalpa Country Club». Ma chi è l’amante che lo avrebbe tradito o, forse, ignara di essere seguita nel loro nido d’amore, avrebbe permesso al altri di «vendere» il suo partner in cambio di una taglia da 15 milioni di dollari? 

Sui media e sui social si rincorrono vari nomi. Il più quotato, diffuso anche dal ministero della Difesa messicano, è quello di Guadalupe Moreno Carrillo, fidanzata «ufficiale» di El Mencho da tre anni, ossia dalla separazione del boss dalla moglie Rosalinda González Valencia, con cui  aveva stretto una sorta di matrimonio d’affari che gli aveva permesso di entrare nella «cupola» dei narcotrafficanti dello stato di Jalisco. L’intelligence messicano teneva da tempo sotto controllo le residenze di Guadalupe, nelle città di Zapopan e Puerto Vallarta. L’unica foto diffusa dalle autorità mostra una bella donna sui cinquant’anni, con i capelli scuri.  Tuttavia, il ministro della Difesa, Ricardo Trevilla Trejo, non ha fatto il suo nome durante la conferenza stampa in cui ha svelato i dettagli della cattura e della morte di El Mencho, anche se ha confermato ai giornalisti messicani che la donna, di cui non si sa molto, non è stata arrestata. 
Guadalupe, secondo i dossier dell’intelligence messicana, farebbe parte dei «Coordinatori regionali e capi di piazza» del Cartello Jalisco Nueva Generacion, quindi avrebbe un ruolo attivo nella struttura criminale, simile a quello di altri parenti e collaboratori di El Mencho. Alcuni giornali locali la definiscono una «imprenditrice» che frequenta anche i «salotti buoni» di Guadalajara, capitale dello stato di Jalisco.  




















































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«Il 20 febbraio è stato individuato un uomo di fiducia di una delle partner sentimentali di “El Mencho” che la ha accompagnata in un immobile nel paese di Tapalpa, a Jalisco», ha spiegato il ministro Ricardo Trevilla Trejo. «Si è incontrata con “Mencho” in quel luogo e il 21 febbraio ha lasciato la proprietà. Sono state ottenute informazioni secondo cui “Mencho” è rimasto lì con una scorta di sicurezza». La frase «una delle partner» ha aperto sui social una vera e propria caccia alla Dama bianca del narco-boss. Oltre al nome di Guadalupe Moreno, è emerso anche quello della influencer e modella di OnlyFans María Julissa -3.5 milioni di followers – che però ha subito negato alcun coinvolgimento «in questa situazione».
Ancor più dettagliato il racconto del Wall Street Journal.  Nemesio Oseguera si nascondeva in uno chalet tra le montagne e i boschi di Jalisco, una delle tante baite prese in affitto nei fine settimana da uomini d’affari e politici in cerca di silenzio e clima fresco fra le foreste di pini.  «Il punto di svolta è arrivato quando le autorità hanno visto un uomo scendere da un veicolo per abbracciare una donna», scrive il quotidiano. 

Decine di soldati delle truppe d’élite, con sei elicotteri, una squadra di aerei leggeri turboelica Beechcraft Texan e vari veicoli corazzati, hanno partecipato a quello che lo stesso ministro ha definito «un attacco molto violento». Sapevano che i narcos erano pesantemente armati, dotati anche di lanciarazzi con cui in passato avevano abbattuto un elicottero militare, uccidendo tutti i soldati a bordo. Secondo la ricostruzione ufficiale, alla fine della sparatoria, cinque membri del cartello di Jalisco erano morti a terra. Altri tre — Oseguera e due delle sue guardie del corpo — erano gravemente feriti e poi sono morti in un elicottero militare che li trasportava verso l’ospedale. Tra i soldati, si contano soltanto due feriti. 

I giornalisti che sono riusciti ad entrare nell’ultimo rifugio di El Mencho parlano di uno chalet lussuoso e intimo, immerso nel silenzio. Nell’armadio, abiti da ginnastica perfettamente piegati, calzini, biancheria intima, creme per il viso, oli e rasoi, tutti disposti in modo ordinato. Su un tavolino, un altare con le immagini di San Giuda Taddeo e della Madonna di Guadalupe. Accanto, una lettera datata 25 gennaio con un frammento del Salmo 91: «Dite al Signore: ‘Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido».

24 febbraio 2026 ( modifica il 24 febbraio 2026 | 15:34)