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Andrea Rinaldi
All’assise ha partecipato il 65% del capitale: il 95,38% ha dato voto favorevole. Ok da Crédit Agricole e Blackrock, astenuto Davide Leone
Via libera dall’assemblea straordinaria degli azionisti di Banco Bpm alle modifiche di statuto per adeguarlo alla Legge Capitali. All’appuntamento, a porte chiuse e per il tramite del rappresentante designato, hanno partecipato oltre duemila soci per oltre il 65% del capitale, il 95,38% del quale ha dato voto favorevole. «Desideriamo ringraziare ancora una volta i nostri azionisti per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie — ha commentato il presidente Massimo Tononi —. Un passaggio necessario che ci permette di adeguare lo statuto di Banco Bpm al nuovo quadro normativo della Legge Capitali». «Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l’esito dell’assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione — ha notato da parte sua l’ad Giuseppe Castagna —: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio». L’alta affluenza lascia immaginare che il Crédit Agricole (20,1% del Banco) abbia votato le modifiche statutarie, così come Blackrock (5%) mentre Davide Leone (sotto il 5%) si è astenuto: un voto tecnico in quanto espresso per corrispondenza prima dell’ok della Bce allo statuto. Dal fondo del finanziere hanno fatto sapere: «Apprezziamo la correttezza istituzionale e di mercato di Banco Bpm che, essendo importante azionista e concorrente di Banca Mps, ha ritenuto di non esprimere alcuna influenza nelle nomine dei futuri membri del consiglio del Monte». Ora si tratterà di capire se il consiglio di amministrazione riuscirà a stilare la lista per il nuovo board con ai vertici Tononi e Castagna mentre le indiscrezioni indirizzerebbero la Banque Verte verso una lista di minoranza.
I dettagli del nuovo statuto
Le variazioni allo statuto ampliano le candidature incluse nella lista del cda da 15 a 20 candidati e ridefiniscono i seggi amministratori spettanti alle minoranze sulla base della percentuale di voti ottenuti dalle prime due liste di minoranza secondo criteri proporzionali (da 3 a 6 posti nel board). Nel caso la lista del cda non riuscisse a primeggiare, le liste di minoranza, inclusa quella del board, concorreranno secondo meccanismi proporzionali all’elezione degli amministratori (ancora da 3 a 6). Nel nuovo statuto sparisce poi il candidato dei dipendenti se la lista del consiglio arriverà prima, ma non è escluso che possa entrare in essa. Giovedì si riunirà il cda del Banco e all’ordine del giorno c’è il tema della lista del board che, se formalizzata, andrà presentata entro l’8 marzo. I francesi, con la lista di minoranza, potrebbero assicurarsi la presidenza del comitato controllo e rischi. Inoltre il rispetto delle quote rosa potrebbe scaricarsi sui candidati del board, qualora le minoranze eleggessero solo componenti maschi.
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24 febbraio 2026
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