di
Stefano Montefiori
Nell’ultima intervista racconta: in questi mesi «ho cercato di proteggere l’istituzione, di combattere le fake news e le voci infondate. Ero la presidente, il mio ruolo era fare da parafulmine». Lavorerà per il G7
PARIGI- Ha resistito per quattro mesi dopo la clamorosa rapina del 19 ottobre, ma alla vigilia dell’audizione parlamentare di mercoledì la direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron.
«Il capo dello Stato ha accettato le dimissioni salutando un atto di responsabilità in un momento in cui il più grande museo del mondo ha bisogno di tranquillità e di un nuovo forte impulso per portare a termine i grandi progetti di messa in sicurezza, modernizzazione e il progetto Louvre – Nouvelle Renaissance», ha indicato l’Eliseo in un comunicato. Laurence Des Cars ha comunque precisato che si presenterà comunque in parlamento, mercoledì, per rispondere alle domande della commissione, ma lo farà da ex direttrice.
Macron l’ha ringraziata «per il suo operato e l’impegno degli ultimi anni e, basandosi sulla sua indiscutibile competenza scientifica, ha voluto affidarle un incarico nell’ambito della presidenza francese del G7 sulla cooperazione tra i grandi musei dei Paesi interessati», prosegue l’Eliseo.
Lunedì la commissione ha ascoltato – a porte chiuse – la ministra della Cultura Rachida Dati, che peraltro a sua volta sta per lasciare l’incarico in vista della campagna elettorale per la carica di sindaca di Parigi (si vota il 15 e 22 marzo). I deputati hanno tempo fino a maggio 2026 per portare a termine i lavori e presentare le loro conclusioni.
Tracciando un bilancio intermedio dopo circa 70 audizioni, il deputato gollista che è presidente della commissione, Alexandre Portier, e il relatore Alexis Corbière (ex la France Insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon) hanno criticato aspramente la gestione del museo più visitato al mondo, che resta in subbuglio dopo il furto dei gioielli della Corona. Qualche giorno fa Portier aveva attaccato la Des Cars: «È evidente che la stessa serie di mancanze in molti Paesi e istituzioni avrebbe già portato da tempo alle dimissioni». La direttrice aveva rassegnato le dimissioni immediatamente dopo il furto del 19 ottobre, ma queste all’epoca erano state respinte dal ministro della Cultura Rachida Dati. Poi sono venuti altri momenti difficili, come i continui scioperi del personale e la pioggia che in più occasioni è entrata nelle gallerie del Louvre rischiando di rovinare le opere.
Il Louvre è «diventato uno Stato nello Stato» e il ministero della Cultura deve riprenderne il controllo, aveva dichiarato giovedì 19 febbraio Alexandre Portier. La ministra Rachida Dati però ha annunciato l’abbandono del progetto di riorganizzazione del museo da lei stessa annunciato, «perché la riflessione è andata avanti indipendentemente da questa missione». In sostanza, la rinascita del Louvre avverrà senza Des Cars e senza Dati, con una nuova governance ancora da trovare, sotto il controllo del presidente Macron.
Prima di abbandonare il posto, la direttrice Des Cars ha concesso un’ultima intervista al Figaro, nella quale racconta i difficili mesi appena trascorsi e le ragioni delle dimissioni. «La dinamica di modernizzazione del Louvre che porto avanti dal mio insediamento nel settembre 2021 non può più essere portata a termine. Rimanere significherebbe gestire l’esistente, mentre il Louvre ha bisogno di proseguire la sua trasformazione». Quanto alle ripetute richieste di dimissioni delle ultime settimane, Laurence Des Cars ha detto che «dal furto del 19 ottobre siamo stati travolti da una tempesta mediatica e politica di portata senza precedenti. Non sono una politica, sono una direttrice di museo. Nelle ore successive al furto, ho rassegnato le dimissioni, che mi sono state immediatamente rifiutate. La ministra della Cultura mi ha chiesto di tenere il timone nella tempesta, cosa che ho fatto. Ho attraversato questo periodo mantenendo, credo, il sangue freddo. Ho imparato molto in quello che è stato anche un momento di solitudine. Ho cercato di proteggere l’istituzione, di combattere le fake news e le voci infondate. Ero la presidente, il mio ruolo era fare da parafulmine».
Il progetto lanciato da Emmanuel Macron, che prevede lavori strutturali ma anche un nuovo ingresso e nuove sale espositive, di cui una dedicata in particolare alla Gioconda, è stimato in oltre un miliardo di euro ma i finanziamenti non sono stati ancora trovati del tutto e i lavori non sono ancora partiti. Il nome della persona che succederà a Laurence des Cars dovrebbe essere reso noto nei prossimi giorni.
24 febbraio 2026
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