di
Luca Bertelli
La cantante al BSMT: «Essere bella mi sarebbe piaciuto, mi avrebbe dato sicurezza anche con l’altro sesso. Io ancora non ho capito cos’è la bellezza per un uomo: non mi sono sentita mai sbocciata, ho sempre bisogno di cambiare, di sentirmi diversa: il rapporto con noi stessi passa anche dallo specchio, da quello che vediamo di noi».
Ha vinto Sanremo due volte, sia tra i Giovani sia tra i Big, e stasera ci ritorna dopo cinque anni di assenza. Nel mentre ha vinto Ballando con le stelle, è stata giudice televisiva a Amici e ora a The Voice dopo esserlo stata a X Factor. Molto amata, molto discussa anche per i suoi cambi di look. Arisa al Festival non passerà inosservata. Prima di cantare sul palco, ha rilasciato un’intervista al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, al quale ha raccontato tutta la sua vita. Senza filtri, come sempre».
«Mamma e papà mi chiamano ancora Rosalba (il suo vero nome il cognome è Pippa, ndr) , ma anche chi lavora con me e pure qualche fan. Rosalbina – racconta – invece non mi piace. Sto cercando di curare il mio aspetto per essere più giovane possibile, la mia voce è quella di una bambina anche se è diventata più forte e potente rispetto a prima. Nel canto ho perso note sottilissime che avevo e hanno lasciato posto a altre. Io lavoro tutti i giorni sulla voce con i maestri, è anche un modo per rilassarsi». La vocazione per la musica è nata presto: «I primi concorsi a 4 anni, ho scoperto a 12 anni di avere una voce simile a Lisa Stanfield. Ho fatto molti concorsi, tantissimo pianobar (Battisti, Mannoia, Eagles) nei locali, matrimoni. Mi sono esibita in posti stranissimi anche “da Arisa”, una volta in una curva di una strada, nella contrada di un paese piccolissimo: ho fatto tantissime piazze sino a due anni fa e nel frattempo ero stata anche ospite dei Club Dogo a San Siro».
La svolta alla sua carriera fu tra 2008 e 2009. «Facevo l’estetista, ero bravissima, specializzata in pedicure: una signora mi regalò un cagnolino perché le diedi sollievo e riuscì a camminare. Presi un’aspettativa in negozio, chiesi che mi aspettassero, non sono più tornata. Ho fatto Sanremo Lab a 26 anni e dava l’accesso diretto a Sanremo, ho avuto la fortuna di incontrare un visionario come Paolo Bonolis che capì il mio essere “stramba” e ne rimase colpito. Io mi ispiravo a Charlie Chaplin, agli anni Venti. Sincerità nacque perché ero molto appassionata di Yael Naim, in Italia non c’era una cosa così: il mio ex fidanzato (lavorano ancora insieme, lui ora ha una moglie e un figlio, ndr), si mise a strimpellare e uscì la canzone. L’Arisa di 26 anni la trovo bellissima, carina, meravigliosa, mi fa tanta tenerezza». Quello fu il primo boom, Sincerità rimase in vetta per un mese e mezzo: «Sanremo è come i Mondiali, tiene unite le famiglie. Per me era un sogno, pensare di arrivarci dalla Basilicata era un po’ lunga. Vincere mi ha cambiato tutto e mi sono ripetuta nel 2014: io ero arrivato seconda con La Notte che avrebbe meritato più di Controvento, nel 2014 (quando il grande favorito era Francesco Renga, ndr) vinsi probabilmente perché me lo meritavo nel 2012». Un momento che portò felicità in una famiglia che aveva conosciuto anche momenti molto difficili: «Qualche anno prima che nascessi io, mia madre perse in una settimana i figli che aveva portato in grembo. Io penso al fatto che sono viva, ho un’opportunità, me la gioco, quando mi infastidisco cerco di trovare sempre il lato positivo nelle cose e andare avanti. Mtv, per dire, a casa mia non si prendeva, dovevo andare da mia zia: Victoria Cabello era il mio mito e poi ho avuto la possibilità di lavorare insieme a lei».
«Il mio mito è Jovanotti, ha direzionato la mia vita: vorrei dirgli tanto ma non riesco mai a dirgli niente quando lo vedo»
Miti nel mondo della musica? «La musica è stata un grandissima salvezza quando ero ragazzina, le canzoni ti danno una dimensione. Lorenzo Jovanotti mi diede una direzione, parlava di amore interiore, di discriminazione: “Cerca di essere uomo prima di essere gente” è il mio mantra. Per me è stato indispensabile, mi imbarazzo sempre con lui: quando vuoi dire tanto a una persona poi non dici niente. Mi accadeva lo stesso con Franco Battiato, mi sentivo troppo piccolina vicina a lui» .
Il mondo dei talent show l’ha vista protagonista e gli aneddoti migliori li regala quando parla di X Factor: «Chiamai il mio avvocato e gli chiesi se avesse la possibilità di farmi fare un provino a X Factor. Mi presero, pensavano fossi brava tecnicamente e piaceva la mia imprevedibilità. Fu bellissimo, i ragazzi erano veraci anche se verso la fine un po’ più stronzetti. Per me è stato importante, un’esperienza che mi ha arricchito. Mi vergogno tantissimo per aver detto “Sei falsa” a Simona Ventura, volevo solo dirle che in quel caso non era stata autentica. Io trovavo molto bravi i Frère Chaos, erano nella mia squadra, avrei fatto qualsiasi cosa per loro, non sono madre ma ho forte istinto materno e li avevo presi troppo a cuore. Trovo sia molto più difficile dire no a qualcuno, mi pesava, avere la responsabilità del successo degli altri è complicato per me: a X Factor avevo detto di no persino a Mahmood. La musica dovrebbe essere selezionata dalla gente, dovrebbero essere loro a scegliere. In questo senso, The Voice si fa con leggerezza rispetto agli altri talent televisivi che ho fatto (anche Amici), con tanto piacere, specie nel caso dei senior che vengono solo per divertirsi: mi arricchisce molto. Negli altri talent sentivo la responsabilità del peso futuro dei ragazzi, mi sentivo in difetto quando non riuscivo a dare loro come coach quello che speravano».
Amore e maternità: «Vorrei, ma non ho trovato l’uomo giusto, la persona risolta: stare con un’artista come me non è semplice»
Il tema maternità, accennato sopra, ricompare più avanti: «Io non ho trovato l’uomo giusto, la persona risolta, per Rosalba Arisa. Faccio fatica a trovare reciprocità, per una donna come me avere una vita privata è difficile: la gente mi ferma per strada, non è facile per gli altri. La maternità mi piacerebbe, sarebbe un modo per canalizzare il mio amore verso qualcuno che se lo merita. Io sono come il Magnum al cioccolato, fragile fuori e forte dentro come i lucani. Io sono seria e mi sento forte, a mio modo, ma ho una bizzarria mia che fa parte di me. L’equilibrio non l’ho ancora trovato, ma io non credo alle persone equilibrate: a volte fatico a trovare argomenti di conversazione che non siano troppo intensi».
«Essere bella mi sarebbe piaciuto, ma io non ho ancora capito cos’è la bellezza per un uomo: non mi sono mai sentita sbocciata»
Poi, affronta con profondità anche il tema legato alla bellezza: «Essere bella mi sarebbe piaciuto, mi avrebbe dato sicurezza anche con l’altro sesso. Ho investito tanto sul lavoro e poco nella mia vita personale, questo mi dispiace. Io ancora non ho capito cos’è la bellezza per un uomo: io facevo l’estetista, cerco sempre di essere senmpre più bella e di migliorare il mio corpo. Metto sempre la crema per il corpo, lo scrub, faccio la manicure sin da piccolina. Ma non mi sono sentita mai sbocciata, ho sempre bisogno di cambiare, di sentirmi diversa: il rapporto con noi stessi passa anche dallo specchio, da quello che vediamo di noi».
Le richieste di matrimonio sui social: «Arrivarono, ma anche con foto oscene…»
E le richieste di matrimonio sui social? «Facevo cose in maniera bonaria – continua – per far ridere e poi attiravano critiche, come la foto sul gabinetto: quella me la potevo evitare. Candidature di matrimonio arrivarono, ma anche foto oscene. Volevo solo dire: “Sono una donna come le altre in carne e ossa”, ci sono persone che si avvicinano a me solo perché sono Arisa. Ho interrotto relazioni perché non mi sento appagata da cose superficiali o di facciata, io ho bisogno di verità. Uno una volta mi voleva sposare, io non mi fidavo di lui al 100% e dissi di no: oggi c’è la tendenza a non costruire più nulla e una parte della coppia si accomoda».
La giornata tipo? «Sveglia alle 7, porto fuori i cani, faccio colazione, se non devo fare niente me ne sto volentieri con i cani. E prego sempre, quando il cervello va in pappa dico il Padre Nostro». Un vizio? «Ho la tricoterillomania, mi tocco i capelli in modo compulsivo». Le persone a cui deve qualcosa nel mondo dello spettacolo? Ecco nomi e cognomi: «Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Antonella Clerici, Fabio Fazio, Gianni Morandi, tutte persone che mi hanno dato una possibilità e a cui sono grata». E il presente: «La mia passione in questo momento è cantare le canzoni che scrivo, dare sfogo alla mia arte». Anche stasera, all’Ariston.
Vai a tutte le notizie di Brescia
Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia
24 febbraio 2026 ( modifica il 24 febbraio 2026 | 18:43)
© RIPRODUZIONE RISERVATA