MARCON – «Devono lasciare l’impianto il prima possibile. Ogni ulteriore ritardo sarà considerato un danno nei confronti dell’amministrazione pubblica e dei cittadini». Le parole del sindaco di Marcon, Matteo Romanello, non lasciano spazio a interpretazioni: per il Tennis Club Marcon non ci sarà più alcuna tolleranza nell’utilizzo dell’impianto sportivo comunale di via dello Sport.
La controversia, secondo quanto riferisce il sindaco, riguarda la durata della concessione, ma soprattutto il mancato pagamento dei canoni al Comune, anche se relativamente a quest’ultimo aspetto la famiglia Mastellaro che gestisce l’impianto si dice pronta a mettersi in regola, purché il Comune le faccia sapere a quanto ammonta il dovuto.
La storia
La concessione dei campi da tennis risale al 1990, quando il Comune di Marcon li affidò al Circolo tennistico. L’accordo prevedeva una gestione per 29 anni dalla data di agibilità, stabilendo inoltre che, al termine, le strutture sarebbero rimaste di proprietà comunale, senza diritto a indennizzi. Tuttavia, nel 2021, l’intesa era stata aggiornata a causa delle norme emergenziali legate al Covid, ridefinendo canone e durata della concessione. La scadenza, originariamente fissata al 31 ottobre 2022, era stata prorogata fino al 31 dicembre 2024.
«Per pagare stiamo aspettando che il Comune presenti il conto dice Giampietro Mastellaro -. Del resto proprio in Comune ci hanno detto di attendere perché avrebbero dovuto rifare i conteggi applicando le agevolazioni Covid».
Il sindaco, invece, sostiene che i gestori siano inadempienti e per tale motivo aveva già fatto notificare il 19 febbraio 2024 una formale diffida ad adempiere ai sensi dell’art. 1454 del Codice civile, intimando il pagamento entro il termine previsto e avvertendo che, in caso contrario, il contratto si sarebbe risolto di diritto.
Successivamente, il 28 settembre 2024, perdurando la morosità, l’amministrazione ha dichiarato risolto il rapporto relativo alla concessione e ha avviato il procedimento che ha portato all’ordinanza di sgombero dell’impianto, formalmente adottata il 9 aprile 2025.
Battaglia legale
A quel punto il Tennis Club ha fatto ricorso al Tribunale di Venezia chiedendo la sospensione e l’annullamento dell’ordinanza, ma il giudice lo ha respinto dichiarando il difetto di giurisdizione. Ora la questione è in mano al Tar del Veneto e le parti sono in attesa del pronunciamento.
Intanto l’avvocato Paolo Romor che rappresenta i gestori precisa che l’ordinanza di sgombero dell’aprile 2025 sarebbe illegittima, sia per la forma che per la sostanza, poiché si contesta la morosità. «Parliamo – dice – di una lunga battaglia legale iniziata nel 2022, quando il Comune ha improvvisamente preteso la restituzione dell’impianto e, nel frattempo, abbiamo scoperto che nella delibera di Giunta n. 39 del 2021, l’impianto è stato inserito nel patrimonio disponibile dell’ente, destinandolo ad “alienazione”, tra l’altro indicando l’aumento di valore, da 260mila euro a 560mila, conseguente al cambio di destinazione urbanistica adottato con delibera del Consiglio comunale. Non vorremmo che l’idea fosse quella di speculare sulla vendita dell’impianto, sacrificando l’attività sportiva dei bambini che vi giocano a tennis e la possibilità di lavoro dei maestri».
«Noi chiediamo solo – riprende Giampietro Mastellaro – di poter proseguire la nostra attività almeno fino a giugno, così da non creare disagi alle famiglie con l’interruzione della scuola tennis a metà stagione».