Roma, 24 febbraio 2026 – Dal 2 al 6 marzo il Tesoro tornerà a chiedere un prestito diretto agli italiani con una nuova emissione di Btp Valore. È il titolo di Stato pensato per il pubblico retail, cioè per le famiglie e per chi investe somme contenute, a partire da mille euro. La finestra di collocamento resterà aperta fino alle ore 13 dell’ultimo giorno, salvo chiusura anticipata se la domanda sarà molto elevata. L’idea è semplice: lo Stato raccoglie risorse impegnandosi a restituire il capitale dopo sei anni, nel marzo 2032, pagando nel frattempo interessi periodici. Rispetto ai Btp tradizionali, però, la struttura è costruita per essere più ‘leggibile’ e più adatta a chi cerca entrate regolari.

Come funziona: durata, cedole e meccanismo step-up

Il nuovo Btp Valore durerà sei anni e pagherà cedole ogni tre mesi, quindi quattro volte l’anno. Questo significa che chi investe riceverà un accredito trimestrale sul proprio conto titoli, una caratteristica apprezzata da chi vuole integrare il reddito o avere un flusso costante. Il punto chiave è il meccanismo ‘step-up’, cioè a tassi crescenti nel tempo. La durata è divisa in tre periodi di due anni ciascuno. Nei primi due anni il tasso sarà il più basso dei tre; nel secondo biennio salirà; negli ultimi due anni crescerà ancora. In pratica, più a lungo si mantiene il titolo, maggiore sarà la cedola riconosciuta. Questo sistema ha un obiettivo preciso: incentivare a non vendere prima della scadenza. Il Btp Valore può infatti essere ceduto in qualsiasi momento sul mercato, ma il prezzo potrà oscillare in base all’andamento dei tassi e dello spread. Il capitale è certo solo se si arriva fino al 2032.

Rome candidate to host the future European Union Customs Authority (EUCA)

Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanza (Ansa)

Cosa si saprà il 27 febbraio

Il 27 febbraio il Ministero dell’Economia comunicherà i tassi minimi garantiti per ciascuno dei tre bienni. È il dato più atteso, perché consente di capire concretamente quanto si potrà guadagnare. Verranno indicati tre numeri: il tasso minimo per i primi due anni, quello per il terzo e quarto anno e quello per il quinto e sesto anno. Questi valori rappresentano la soglia sotto la quale non si potrà scendere. Al termine del collocamento, in base alle condizioni di mercato, potranno essere confermati o eventualmente ritoccati al rialzo, ma mai ridotti. Sempre il 27 febbraio sarà reso noto anche il codice ISIN definitivo del titolo, cioè il codice identificativo con cui il Btp Valore sarà negoziato sul mercato. Durante il collocamento verrà utilizzato un codice speciale che consente di tracciare chi mantiene il titolo fino alla fine e ha quindi diritto al premio fedeltà. In sostanza, quella data permette di fare i conti: simulare l’incasso trimestrale, stimare il rendimento complessivo e confrontarlo con conti deposito, altri Btp o obbligazioni bancarie.

Il confronto con le precedenti emissioni

Per orientarsi rispetto alla nuova emissione, il paragone utile è con le due più recenti ed effettive serie di Btp Valore. La quarta emissione, collocata a maggio 2024, aveva offerto tassi minimi tra circa 3,35% e 3,9% e raccolto oltre 11 miliardi di euro. In un contesto di mercato che stava ancora incorporando tassi ufficiali elevati, quel livello aveva attratto una domanda significativa. La sesta emissione, nell’ottobre 2025, riflette una fase di mercato diversa, con rendimenti più compressi: i tassi minimi garantiti erano stati fissati attorno al 2,6% per i primi anni e al 3,1% per quelli successivi, per una raccolta pari a circa 16,6 miliardi. In sostanza, le cedole minime offerte si sono progressivamente ridotte in linea con il calo dei rendimenti di mercato. Quando il Tesoro comunicherà i tassi minimi il 27 febbraio, il confronto sarà proprio con questi livelli: se le cedole garantite si collocheranno vicino o leggermente sopra il 2,6%-3,1% dell’ottobre 2025, l’emissione risulterà coerente con il mercato attuale. Se fossero significativamente più basse rispetto a quelle dell’ultima emissione, la differenza rispetto ai Btp tradizionali e ad altri strumenti di risparmio potrebbe incidere sulla decisione di sottoscrivere.

Il premio fedeltà e il trattamento fiscale

Oltre alle cedole è previsto un premio fedeltà dello 0,8% del capitale investito. Spetta esclusivamente a chi acquista il titolo nei giorni di emissione e lo mantiene senza interruzioni fino alla scadenza. Chi compra sul mercato secondario o vende prima, perde quindi questo bonus. Dal punto di vista fiscale il Btp Valore beneficia dell’aliquota agevolata del 12,5% su cedole e premio finale, inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari. È inoltre esente dall’imposta di successione e, entro il limite complessivo di 50.000 euro investiti in titoli di Stato, non rileva ai fini Isee. Questi elementi incidono sul rendimento netto effettivo, che per molti risparmiatori è il dato più rilevante.

A chi può essere adatto

Il Btp Valore non è uno strumento per chi cerca guadagni rapidi o forti oscillazioni. È pensato per un investitore prudente, con un orizzonte di medio periodo, che può lasciare il capitale fermo per sei anni e che apprezza la prevedibilità degli incassi trimestrali. Può avere senso come parte difensiva del portafoglio, anche accanto a strumenti più dinamici come azioni o fondi. La domanda chiave resta però personale: quei soldi possono restare investiti fino al 2032 senza necessità di essere utilizzati prima? Se la risposta è sì, il Btp Valore offre una struttura chiara, condizioni fiscali favorevoli e un rendimento definito fin dall’inizio. Se la risposta è no, occorre mettere in conto che la vendita anticipata potrebbe avvenire a un prezzo diverso da quello di acquisto.