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Lorenzo Cremonesi, da Kiev
Nel 2023 venne Biden, Trump tace. Il messaggio di Zelensky
Mancano gli americani, ed è in fondo questa l’assenza che più preoccupa Volodymyr Zelensky. E gli europei arrivano divisi ma promettono «sostegno totale e incrollabile» all’Ucraina nonostante l’opposizione di Viktor Orbán e Robert Fico: «La parola si mantiene, il prestito verrà erogato a breve» hanno assicurato Ursula von der Leyen e António Costa. Da Mosca ribadiscono che non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi di quella che ancora chiamano «operazione militare speciale».
Dunque i combattimenti continuano, ma guai a definirli guerra in Russia! Tuttora il regime ti può sbattere in carcere per cinque anni.
Zelensky ha voluto rivolgersi agli europei rimasti a casa, da una stanza del bunker segreto sotto il suo ufficio in via Bankova, nel centro della capitale, dove trascorse i primi mesi di guerra. «Qui parlavo con i leader mondiali, qui ricevetti la telefonata di Joe Biden che si diceva pronto ad aiutarmi per lasciare l’Ucraina. Gli ho detto che volevo armi, non un taxi», ha insistito il presidente ucraino a sottolineare la volontà di resistenza che ancora domina nel Paese. Ma diciamo la verità, ci sono stati momenti migliori tra gli ucraini per ricordare il momento tragico dell’invasione del 24 febbraio 2022.
A Kiev si racconta con nostalgia che in occasione del primo anniversario un coraggioso Biden volle venire per portare la solidarietà Usa e 500 milioni di dollari di aiuti extra in armi. Oggi Trump da Washington non ha neppure diffuso un comunicato. Tutto questo per sottolineare che il quinto anno di guerra è partito in un’atmosfera melanconica, quasi rassegnata all’idea che il conflitto possa continuare ancora a lungo.
Da Mosca accusano Londra e Parigi di lavorare per fornire armi nucleari a Kiev: notizia nettamente smentita da tutti gli interessati. Una nota un poco positiva è un timido raggio di sole, che a Maidan, quando arriva la delegazione di esponenti del nord Europa (con il presidente finlandese Alexander Stubb, oltre a 7 primi ministri e 4 ministri degli Esteri) della Croazia e dei Baltici guidata dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, assieme al capo del Consiglio Ue, Antonio Costa, porta il termometro a quattro gradi sopra lo zero.
Una temperatura che scioglie il ghiaccio generato dai 25 sottozero delle ultime settimane e rende meno gravi gli attacchi di missili e droni russi alle infrastrutture energetiche.
E Zelensky accenna che potrebbe esserci una nuova tornata di colloqui bilaterali con i russi mediati dagli Usa «nei prossimi 7-10 giorni». Ma il senso della giornata e dei ragionamenti che hanno caratterizzato gli incontri politici resta lo stesso: la guerra continua, la Russia impone diktat impossibili, l’Europa aiuta come può, però sono gli ucraini che devono tenere duro. Ursula von der Leyen torna a criticare specialmente Orbán per la scelta di bloccare sia i 20 pacchetti di sanzioni contro la Russia che i 90 miliardi di euro che erano già stanziati da Bruxelles per aiutare l’Ucraina nel 2026-27.
Dato che la giustificazione è il blocco dell’oleodotto di Druzhba, che attraverso l’Ucraina porta il greggio russo in Ungheria e Slovacchia, Zelensky spiega che sono stati i russi a bombardarlo e in seguito anche ad attaccare le squadre di tecnici ucraini che lo riparavano. I leader europei si dicono comunque certi che la partita si sbloccherà.
Parlando in videconferenza a nome del fronte dei «volenterosi», Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz ribadiscono il loro pieno appoggio a Kiev e sbandierano i principi della Carta delle Nazioni Unite contro le azioni militari unilaterali. Zelensky torna a chiedere che l’Ucraina divenga pieno membro Ue entro il 2027.
Ma anche qui gli europei rispondono in ordine sparso. Raccolgono più consensi le sue frasi contro «Putin impersonificazione della guerra». Zelensky ringrazia gli europei che tre giorni fa hanno fatto pervenire a Kiev un nuovo carico di missili comprati negli Stati Uniti grazie al programma Purl e sprona a spedirne subito di nuovi.
24 febbraio 2026
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