VENEZIA – Da una parte la moda internazionale del Novecento, dall’altra i capolavori architettonici dell’Italia. Alla Fondazione Cini, nell’ambito delle Stanze della Fotografia sull’Isola di San Giorgio, sono state inaugurate due mostre di grandi fotografi mondiali. Si tratta de “La geometria della grazia” di Horst P. Horst e “Beyond the Vanishing Point” di Ahmet Ertu. A realizzarle sono Anne Morin e Denis Curti.
APPROFONDIMENTI
Moda
Nel primo caso siamo in presenza dei celebri scatti che Horst realizzò soprattutto per le pagine di Vogue. Si tratta, spiegano i promotori, della più ampia esposizione che racchiude oltre 400 opere del fotografo, molte delle quali sono stampe vintage originali, affiancate da materiali d’archivio e documenti inediti come riviste d’epoca, disegni preparatori, schizzi e sketchbook, lettere indirizzate a Horst da Coco Chanel o Salvador Dalí, oltre a proiezioni e slideshow di immagini.
Ecco perché nella presentazione è stato affermato che questo lavoro trasforma la fotografia in un’architettura di luce. Ed in questo modo l’immagine entra così in una sorta di dimensione metafisica ed eterna. Nato nel 1906 a Weissenfels-an-der-Saale, Horst inizia la sua carriera come assistente del fotografo George Hoyningen-Huene a Parigi, dove entra in contatto con figure come Coco Chanel, Jean Cocteau e Marie-Laure de Noailles. Nel 1939, prima di trasferirsi definitivamente a New York, in Francia realizza la celebre Corset Mainbocher.
Architettura
Altra figura di rilievo è quella di Ahmet Ertu che presenta “Beyond the Vanishing Point” (oltre il punto di fuga). «Il progetto celebra cinquant’anni di ricerca del fotografo turco – aggiungono gli organizzatori – dedicata al patrimonio architettonico e culturale europeo e mondiale. Questa ricerca, unita alla sua formazione da architetto, permette ad Ertu di guardare alla fotografia non solo come a un mezzo di documentazione, ma anche come a uno strumento di interpretazione, un modo per sperimentare e rivelare l’architettura attraverso gli occhi dei suoi creatori originali».
Nelle varie stanze spicca un interessante legame tra Venezia ed Istanbul, da sempre affascinante, ma ci sono soprattutto gli scatti sulle grandi architetture italiane. Nelle ventotto opere ci sono cattedrali, palazzi, teatri, biblioteche e musei. Spiccano il Pantheon e la Basilica di San Pietro a Roma, il teatro la Fenice e quello di Sabbioneta, il Palazzo della Ragione di Padova, il teatro Olimpico di Vicenza, la libreria Girolamini di Napoli e il palazzo Farnesina ancora a Roma.
Con la presentazione delle due mostre la Fondazione le Stanze della Fotografia ha annunciato i sei finalisti del concorso dedicato a giovani fotografi e fotografe under 30, ispirato ai temi della mostra di Horst. Si tratta di Davide Monego con “Ricerca di un’altra cosa”, Giada Lavinia Cuzzocrea con “Sottrarsi”, Gian Marco Pulerà con “Il doppio gioco del riflesso eterno”, Giorgia Armario con “Elle vais planter ses choux”, Giorgia Pevere con “Ninfa” e Giulia Passaseo con “Ciò che rimane”.