È considerato uno dei più grandi flop della storia di Nintendo. Eppure, il Virtual Boy – il dispositivo per la realtà virtuale uscito nel 1995 e durato appena un anno sul mercato – torna dopo 30 anni in una veste (semi) nuova su Nintendo Switch 2. Una scelta, quella della compagnia giapponese, che non ha mancato di suscitare una certa curiosità da parte del pubblico. Ritenuta tra le “cause” per per cui l’opinione pubblica ho nutrito un certo scetticismo nei confronti della realtà virtuale negli anni successivi al suo lancio, Virtual Boy resta tuttavia un esempio interessante di come, a volte, la tecnologia crei desideri ed esigenze non richiesti dal pubblico, e dove la spinta creativa di uno sviluppatore non sempre coincide con la reale domanda dell’utenza. Dunque, come e perché è nato il Virtual Boy? Quali sono i segreti, e soprattutto la storia dietro il suo clamoroso insuccesso?