di
Barbara Visentin
Polemica sulla cantautrice, nella cinquina dei più votati ieri sera a Sanremo. Patrizia Mirigliani: «Bisogna avere rispetto per il marchio»
Gli organizzatori di Miss Italia minacciano azioni legali contro Ditonellapiaga. Il motivo? L’album della cantautrice in gara a Sanremo, in uscita il 10 aprile, si intitola proprio «Miss Italia» e il contenuto del brano omonimo, inserito nel disco (ma ancora inedito) sarebbe «lesivo della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso», fanno sapere in una nota.
Nello specifico, gli organizzatori contestano «l’uso indebito della denominazione Miss Italia», con una condotta «gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione, nonché dell’immagine e della reputazione del concorso e delle sue partecipanti».
Per questi motivi, aggiungono, il concorso «ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione Miss Italia e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi».
Una polemica di cui Ditonellapiaga, finita ieri sera nella cinquina dei più votati con il suo brano «Che fastidio!», si è parecchio sorpresa: «Non so neanche se abbiano sentito la canzone, non è ancora uscita – ha commentato questa mattina in conferenza stampa all’Ariston -. A prescindere da questo, sono questioni legali e non conosco il legalese. Le persone che se ne devono occupare se ne occuperanno. Il senso del disco è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po’ di ironia, questo è il mio spirito».
Ditonellapiaga, nome d’arte di Margherita Carducci, ha sottolineato: «Il testo è inedito, nessuno ha insultato nessuno. Parla di me e del rapporto con la perfezione. Non hanno avuto la sensibilità, mi pare lecito che io possa parlarne. Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, parlo di me e del mio rapporto con la perfezione. Mai detto che Miss Italia è una disperata, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco».
A risponderle è arrivata poi Patrizia Mirigliani, patronne di Miss Italia, che a LaPresse ha rivendicato la «proprietà» del marchio: «È un marchio di famiglia e commerciale. Per cui chiamare un album “Miss Italia” senza comunicarlo minimamente a noi e a me che sono la titolare del marchio e fare un brano all’interno che dà il nome al disco, senza far conoscere i contenuti che invece ora conosco, è il motivo per cui, per rispetto e a tutela delle ragazze del concorso ho dato tutto in mano ai miei legali», ha insistito, aggiungendo di non aver trovato di buon gusto la scelta.
Il testo del brano omonimo è ancora inedito, ma Mirigliani ha specificato di conoscerlo: «Cosa mi ha dato fastidio del testo? Il fatto che ci sia, come al solito, poca esperienza nel giudicare il concorso e non si dia attenzione a quello che il concorso ha fatto e dato negli anni, a quanto sia stato inclusivo e a quanto abbia allargato i confini della bellezza rendendola accessibile a tutte le donne. Sono contro gli stereotipi e mi ha dato fastidio l’idea di essere associati a qualcosa che non esiste più nel concorso da tanto tempo», ha detto.
Mirigliani ha poi concluso: «Cosa direi a Ditonellapiaga? È una bella ragazza, brava, valida, però quando si associa ciò che ha una storia, che ha una risonanza, devi avere rispetto per ciò a cui ti avvicini».
25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 12:31)
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