di
Barbara Visentin

La cantautrice pugliese, diplomata in canto jazz, ama le contaminazioni e quest’anno è tra i favoriti in gara con un brano dedicato alla madre scomparsa

Dimenticate la Serena Brancale un po’ tamarra di «Anema e core». Quest’anno, in gara a Sanremo, c’è la Serena Brancale sofisticata di «Qui con me», un brano toccante che è una lettera alla madre, scomparsa nel 2020, e che è dato fra i favoriti, già nella cinquina dei più votati dalla sala stampa dopo la prima sera del Festival. 

La metamorfosi della cantautrice pugliese, a un anno di distanza, è evidente, ma non deve trarre in inganno: «Un artista può essere questo e quello», aveva detto lei lo scorso anno, intervistata da Teresa Ciabatti su Sette. 



















































Perché a muoversi su un doppio binario Brancale è abituata, un po’ Dr Jekyll e un po’ Mr Hyde, talvolta raffinata interprete jazz talvolta scatenata cantante di tormentoni in dialetto barese, come «Baccalà», il brano che le ha dato la svolta commerciale. 

Le due Serene sono complementari anche nell’immagine: lo scorso anno c’era quella biondo platino, bomba sexy con mise sgargianti, a servizio di un tormentone adatto a far ballare e a spopolare su TikTok. Quest’anno, 36enne, la ritroviamo con i capelli scuri, sobria ed elegante in bianco, per una performance che esalta le sue qualità vocali, su cui alla fine, visto l’argomento non può che commuoversi. 

In entrambi i casi, a dirigere l’orchestra c’è la sorella, Nicole Brancale, docente di pianoforte al conservatorio: entrambe, infatti, hanno ereditato la passione per la musica proprio dalla madre che non c’è più. «Faceva la cantante e aveva aperto una scuola di canto. Era di Ceglie del Campo, ma aveva origini venezuelane e adorava la musica latino americana che ballavamo insieme», ha raccontato Serena. 

Tutte e due le sorelle hanno preso questa passione molto seriamente, studiando musica e facendo una lunga gavetta, ma Serena, diplomata in canto jazz, dalla madre ha ereditato anche la propensione alle contaminazioni, la capacità di passare dal jazz all’elettronica, dalla serietà al puro divertimento. 

La sua prima partecipazione a Sanremo, fra le Nuove Proposte, era stata nel 2015 con «Galleggiare», un brano jazz appunto. E in quell’ambito ha continuato a muoversi, con tour all’estero nel circuito dei Blue Note che lo scorso anno l’hanno portata fino in Cina. 

Nel frattempo, sono arrivate anche le hit, le collaborazioni e i ritornelli più leggeri, ma lei ha sempre rivendicato la sua preparazione e il lungo percorso fatto. Che ora le permette tutta la versatilità che desidera.

25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 12:24)