di Valentina Tessera
A riportare in auge l’aneddoto, che risale agli esordi del gruppo, è stata la serie «Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883»
Max Pezzali torna protagonista al Festival di Sanremo, riaccendendo quell’immaginario pop degli anni Novanta capace di parlare a più generazioni. L’artista è ospite fisso in collegamento dalla nave Costa Toscana per tutta la durata della manifestazione (24–28 febbraio). La prima apparizione è avvenuta già nella serata inaugurale di ieri, 24 febbraio, e proseguirà con interventi e performance esterne durante le restanti puntate.
Un ritorno che riaccende anche la nostalgia per l’universo degli 883, fatto di provincia, amicizie e quotidianità trasformate in racconto musicale. E, tra i «simboli» di quel mondo — sorprendentemente — c’è anche un piatto di pasta.
A riportare in auge l’aneddoto è stata la serie «Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883», produzione Sky poi replicata in chiaro su TV8, che ripercorre gli esordi del duo tra Pavia e Milano. In una delle sequenze più memorabili, i giovanissimi Max Pezzali e Mauro Repetto rientrano nell’appartamento milanese e trovano ai fornelli Sandy Marton, intento a preparare… della pasta al pesto.
Facciamo un passo indietro. A portare a Milano le scorte di pesto è Cisco, storico amico di Pezzali fin dai tempi di Pavia, presenza pratica e discreta nelle prime trasferte del duo. È lui a riempire il Pandino verde di barattoli, ordinatamente sistemati in una vecchia scatola di scarpe, convinto che quel condimento sia un’autentica (e imprescindibile) ancora di salvezza per qualsiasi fuori sede con poca dimestichezza ai fornelli. In poco tempo, il pesto diventa una presenza fissa tra una prova e l’altra, mentre l’abitazione condivisa si trasforma in un crocevia creativo, frequentato da artisti, modelle e musicisti di passaggio, tra cui un ancora sconosciuto Rosario Fiorello e lo stesso Sandy Marton, autore della hit internazionale «People from Ibiza».
La scena della cena è rimasta emblematica: Marton in cucina, la pasta con il pesto degli amici, e una conversazione destinata a lasciare il segno. «Siate onesti, parlate di quello che conoscete», suggerisce il cantante. Un’indicazione semplice ma decisiva, che orienta definitivamente la scrittura del duo: da quel momento, Pezzali e Repetto capiscono che nei loro testi dovranno raccontare la vita vera — quella della cittadina pavese, delle sale giochi, delle amicizie, degli amori acerbi, delle piccole inquietudini quotidiane. Nascono così brani come «Jolly Blue», «S’inkazza» e «Con un deca», in grado di restituire con immediatezza l’immaginario di una generazione.
Le scorte di pesto, nel frattempo, sembrano non esaurirsi mai: Pezzali le condivide con Silvia, amica dei tempi della scuola in visita a Milano, e finiscono per accompagnare anche le chiacchiere con Fiorello. L’alimentazione degli 883 resta essenziale e funzionale: oltre alla pasta «di sopravvivenza», ci sono sandwich veloci, patatine e toast al prosciutto e formaggio, pasti frugali tra «paninari» e fast food. È tra queste tavole improvvisate e cucine di fortuna che prende forma anche «Hanno ucciso l’uomo ragno», destinata a diventare una delle hit più longeve della musica italiana. Il resto, come spesso si dice, è storia.
25 febbraio 2026 ( modifica il 25 febbraio 2026 | 18:46)
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